“La Pineta”, la Stella Michelin resta lì: «Babbo, da lassù sarà orgoglioso di noi»

Una bella foto della famiglia Zazzeri. A sinistra Andrea, al centro Luciano e a destra Daniele

I figli di Luciano dopo la conferma del riconoscimento della guida: «Portiamo avanti i suoi insegnamenti, ma è stata dura» 

BIBBONA. La voce di Andrea, il figlio più grande di Luciano Zazzeri, lo chef dei sapori semplici scomparso nel marzo scorso, a un certo punto si incaglia sugli scogli che dividono la rete delle emozione per la conferma della stella Michelin, l’oscar della ristorazione italiana, alla Pineta di Marina di Bibbona, e l’assenza del padre-maestro con il quale non poter condividere questo momento di felicità come in passato. «Speriamo che babbo da lassù sia orgoglioso di me e Daniele (il fratello più piccolo ndr)», dice. Poi aggiunge: «Da quando siamo rimasti soli continuiamo seguendo le orme di chi ci ha preceduto negli ultimi cinquant’anni e continueremo a farlo usando materie prime di livello superiore e mettendoci anche qualcosa di nostro. Il complimento più bello ? Quando i clienti si alzano dal tavolo e ci dicono: “Siamo stati bene come sempre”».

La prima soddisfazione dopo mesi «emotivamente difficili» per questi due ragazzi coraggiosi, è arrivata con la conferma di quella stella conquistata dal padre Luciano la prima volta nel 2006 dopo un lavoro di innovazione e contaminazione culinaria che ha trasformato una baracca sulla spiaggia nella terra promessa del gusto non solo per nobili, rock star e politici. «Non era scontato questo riconoscimento – va avanti Andrea, 34 anni, responsabile della sala – e non si tratta di un premio postumo alla memoria di babbo. Quando l’ispettore della guida è venuto, ad aprile – racconta – ha parlato chiaro: “Pensavo di trovare un po’ di disorganizzazione dopo quello che è successo, invece sono stato bene”. E ha aggiunto: “Continuate a lavorare a testa bassa”». Del giorno dell’esame Michelin Andrea ricorda tutto. «Ero dal commercialista e sono arrivato tardi, l’ispettore era già seduto. Ha mangiato un antipasto, il pesce e un dolce. Ma solo alla fine ci ha detto chi fosse e francamente non ci aspettavamo la sua visita così presto. Poi però si è informato su mio fratello Daniele, ha chiesto da quanto tempo era in cucina e quanto tempo avesse trascorso al fianco di babbo. Poi ha perfino chiesto la misura della divisa».

Nonostante certi segnali di apprezzamento, solo mercoledì Andrea e Daniele che con i suoi 30 anni è uno degli chef stellati più giovani della guida, hanno saputo di avercela fatta. «In questi mesi di attesa con mio fratello ci siamo confrontati spesso su come potesse andare: lui sentiva meno la pressione, io invece ci tenevo di più». Il ristorante al momento è chiuso per ferie e riaprirà il prossimo 16 novembre, come annuncia la segreteria telefonica. Eppure da quando clienti e amici hanno saputo del riconoscimento è tutto un ricevere messaggi di complimenti. «Sono arrivate una trentina di mail – conferma Andrea – e poi chiamate e messaggi. Attestati di affetto che ci hanno fatto piacere e ci hanno emozionato tanto quanto questo premio che vogliamo condividere con tutto il nostro staff».

Quello che i figli di Luciano hanno passato negli ultimi mesi porta Andrea a una riflessione profonda anche sul lavoro. «Con Daniele ci alterniamo al timone del ristorante, negli ultimi tempi abbiamo inserito dei nuovi piatti lasciando però quelli classici nel menù: gli spaghetti alle vongole oppure l’antipasto composto da mela verde, filetto di triglia, che è la regina del mare e foie gras. Ma ci siamo dati anche delle regole interne cercando di ritagliarci un po’ di spazio per noi, per le nostre passioni e per le nostre famiglie. Questo lavoro – ammette – rischia di prenderti tutto. Ti costringe, ad esempio, ad essere sempre sorridente anche quando hai avuto una giornata storta. Fino a dimenticare le cose davvero importanti a cominciare da te stesso».

E mentre racconta di sé e Daniele viene da pensare e ripensare a Luciano: la divisa bianca in mezzo alla sala, sempre disponibile con i clienti, sempre pronto dopo aver finito di prendere le comande a sedersi al tavolo a raccontare, scherzare, affabulare, ipnotizzare, affascinare. Con la sua buona stella. Quella che hanno raccolto i suoi figli.