Una "veglia" in spiaggia per ricordare le tartarughine mai nate 

Cecina, i 35 volontari del bagno Aurora si sono trovati per una cena. È stata disegnata una Caretta caretta con tanti lumini accesi

CECINA. La tartaruga marina è tornata per una notte sulla spiaggia di Marina di Cecina: una tartaruga disegnata sulla spiaggia con le candele accese per ricordare l’estate appena trascorsa e le notti passate in attesa della schiusa. I volontari, che per circa due mesi quest’estate hanno monitorato il nido sulla spiaggia del bagno Aurora in attesa di veder le piccole di tartaruga marina fare capolino dalla sabbia, si sono riuniti per una cena che, da una parte, ha chiuso un ciclo e, dall’altra, ha aperto a nuove iniziative e futuri incontri.

Sabato 5 ottobre in 35 si sono dati appuntamento al ristorante Viale Vittoria 20: pappa al pomodoro e bruschetta al pomodoro, crostone con funghi zonzelle, formaggi misti con miele e mortadella, giropizza e degustazione dedicata ai vegani e vegetariani, cheesecake il menù proposto. «Non sono nate le uova, però abbiamo fatto nascere comunque qualcosa di bello, e cioè questo gruppo», ha commentato Rita Iacovelli, una delle volontarie più anziane dal punto di vista dei turni effettuati per sorvegliare il nido. Nido aperto dai responsabili dell’Otb, l’osservatorio toscano sulla biodiversità, la notte dell’8 settembre e contenente 122 uova vuote, mai fecondate.

«È stata una serata fantastica ed è passato per un brindisi anche Mario, il titolare del bagno Aurora, e ci ha detto che grazie a noi ha capito che la collaborazione è la cosa migliore che possa esserci. Il nostro è un gruppo che va oltre, anche questa esperienza – conclude Iacovelli – al punto che abbiamo già collaborato insieme in altre occasioni, quali la festa del lupo, e lo faremo ancora in futuro».

L’idea. Buttata sul tavolo a cena è quella di lavorare insieme per costruire “Cecina plastic free”, «una vera e propria città libera dalle plastiche, dai supermercati alle attività commerciali – spiega Angelo Ferrara di Legambiente – il nostro obiettivo comun sarà liberare Cecina dalla plastica e favorire, ad esempio, l’utilizzo delle bottiglie di vetro a rendere. Probabilmente neanche noi ce l’aspettavamo una serata bella così – commenta Ferrara riferendosi alla cena tra volontari – partecipata ed emozionante».

Un gruppo che non ha mai perso le speranze di veder spuntare le tartarughe marine e che «ricomincerà l’anno prossimo con l’ispezione delle spiagge alla ricerca delle loro tracce. A prescindere dall’esito – spiega Tiziana Falorni – l’amicizia nata all’interno del gruppo è forte e speriamo di poter condividere altri obiettivi importanti. La nostra disponibilità è sempre la stessa».

Firenze, Pisa e Livorno: il richiamo della tartaruga non ha attratto solo i volontari di Cecina intorno alla tavolata i cui commensali hanno optato per un dopo cena diverso dal solito. Un saluto alla tartaruga suggestivo, con una serie di candele accese proprio nel punto in cui c’è stata, lo scorso 26 giugno, la deposizione delle uova e posizionate in modo da formare il disegno di una grande tartaruga. A nascere, dunque, non sono state le tartarughe ma un’amicizia e un legame tra persone che hanno condiviso un’estate, una speranza, un sogno, un nido e la vita che ogni nido porta con sé.

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