Nasce a Cecina l’impianto pilota che depura il vapore dei “campi di energia” geotermica

Commissionato da Enel Green Power al Polo tecnologico di Magona, sarà testato su una centrale a Larderello

CECINA. Al Polo tecnologico di Magona è stato messo a punto un innovativo impianto di depurazione per i campi di energia geotermica di Enel Green Power. Un impianto pilota che funziona “a secco” (con resti di calcare) realizzato in scala 1/10 che a metà ottobre verrà testato in situ nei campi di vapore a Larderello e nel comune di Monteverdi Marittimo, dopo essere stato progettato, costruito e verificato dagli ingegneri del Consorzio Polo tecnologico di Magona (CPTM) coordinati da Leonardo Vanni, ingegnere chimico, insieme alla Pmi di Pieve di Fosciana e ai tecnici della Omega (tra le prime aziende ad aver aderito al Polo) che hanno collaborato alla parte ingegneristica e informatica, coordinata dall’ingegnere informatico Marco Innesti.

Un blocco alto 6 metri.


L’impianto è realizzato in un unico blocco a parallelepipedo alto 6 metri con una base di tre per 2, che verrà consegnato tra nemmeno due settimane al committente dopo un anno di sperimentazione in laboratorio a cui è seguito un test esterno sulla resistenza meccanica, la funzionalità e il telecontrollo (sarà infatti controllato a distanza). Una curiosità: per poterlo trasportare senza ricorrere ai trasporti eccezionali (più costosi e ingombranti) è stato costruito sulle misure di un bilico su cui sarà adagiato in lunghezza (6 metri appunto è la misura del bilico). In cosa consiste l’impianto? Ce lo hanno spiegato i tecnici, l’ingegner Vanni in primis, e il presidente del Polo di Magona, Vincenzo Argentieri (anche lui dottore informatico).

Depurazione a secco.

«L’impianto - spiega Vanni - è pensato per abbattere l’acido cloridrico che si forma durante l’estrazione del vapore, ottimizzando il rendimento in turbina. Finora la depurazione avviene con un processo che comporta una perdita energetica. Ci siamo ispirati ed abbiamo lavorato su esperienze già messe a punto in California». Il vapore prodotto dai campi geotermici di Enel Green Power (EGP) per produrre energia elettrica rinnovabile mediante cicli termodinamici contiene tracce di composti che devono essere rimossi a “bocca pozzo” per evitare danni alle macchine delle centrali che utilizzano il vapore (da cui si produce energia). Finora il processo di abbattimento avviene con una sorta di lavaggio, «che comporta una perdita energetica e richiede materiali di consumo costosi». Il nuovo impianto invece depura a secco. Il trattamento avviene con carbonato di calcio (materiale meno costoso dell’attuale ed ecologico) ad esempio con scarti lapidei: il vapore fa reazione con il calcare e rimuove i composti indesiderati. «L’impianto - spiegano i tecnici - ha due colonne con altrettanti filtri; quando uno deve essere lavato entra in funzione l’altro». L’impianto pilota è capace di trattare 500 kg/H di vapore geotermico. «È una realizzazione importante - commenta Argentieri - che rappresenta lo spirito del Consorzio Polo di Magona: rispondere alle esigenze delle singole aziende lavorando sul trasferimento tecnologico realizzato sul campo e integrato dalle conoscenze di altre realtà scientifiche e imprenditoriali».

L’energia geotermica.

A Monteverdi Marittimo Enel Green Power ha inaugurato nel maggio scorso la “Porta per la Geotermia”, lato Sassetta, che ha nei comuni di Pomarance, Monterotondo Marittimo e Castelnuovo Val di Cecina gli altri “confini” dell’area geotermica cosiddetta tradizionale a cavallo tra le province di Pisa, Grosseto e Siena, a cui si aggiungono l’area senese e la zona amiatina.

In Toscana Enel Green Power gestisce il più antico complesso geotermico del mondo e detiene il know how della geotermia che esporta in tutto il pianeta: delle 34 centrali geotermoelettriche (per un totale di 37 gruppi di produzione) di Enel Green Power, 16 sono in provincia di Pisa; 9 sono nella provincia di Siena per 10 complessivi gruppi di produzione; infine, altre 9 si trovano nel territorio provinciale di Grosseto per un totale di 11 gruppi di produzione. I quasi 6 miliardi di KWh prodotti in Toscana, oltre a soddisfare più del 30% del fabbisogno energetico regionale, forniscono calore utile a riscaldare oltre 10mila utenti residenziali nonché aziende artigianali dei territori geotermici, circa 30 ettari di serre e caseifici e contribuiscono ad alimentare una importante filiera agricola, gastronomica e turistica con oltre 60mila visite all’anno. Complessivamente, tra produzione di energia elettrica e fornitura di calore, la geotermia toscana consente di evitare l’immissione in atmosfera di 4 milioni di tonnellate equivalenti di CO2 all’anno e un milione e 400 mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio). —