Scongiurata l’uscita dei medici del 118, il pronto soccorso di Cecina non resterà sguarnito

In extremis arriva l’accordo tra Asl e sindacati: ai dottori delle ambulanze che lavorano in ospedale 800 euro in più 

CECINA. La fumata stavolta è bianca. Il pronto soccorso di Cecina è salvo. Idem quello di Piombino.Non ci sarà nessun ammutinamento dei medici del 118 che prestano servizio - oltreché sulle ambulanze - anche in ospedale. Gli abitanti di Cecina, Rosignano, San Vincenzo e Piombino possono tirare un sospiro di sollievo.Dopo una lunga e aspra trattativa Asl e sindacati hanno trovato l’accordo, l’ultimo giorno utile, in zona Cesarini.

Non era sicuro che i medici avrebbero lasciato in massa i pronto soccorso qualora la trattativa fosse finita male. Ma era certo che se avessero continuato a lavorare, lo avrebbero fatto con l’angoscia e la rabbia di chi si sente maltrattato dal proprio datore di lavoro e insoddisfatto del trattamento economico. Il che, in un settore così delicato come la sanità e ancora di più la sanità dell’emergenza, sarebbe stato molto grave.


E invece niente di tutto questo succederà. Anzi, c’è da giurare che da oggi, anzi da ieri pomeriggio quando si è conclusa la vertenza, i medici in convenzione che operano in pronto soccorso e sulle ambulanze si sentano più sereni. L’accordo avrà decorrenza dal 1° novembre, una volta completati i necessari passaggi istituzionali, tra cui quello del comitato di medicina generale, ma si tratta di un atto formale. La partita è chiusa.

I due sindacati dei medici impegnati nella trattativa (Snami e Smi) cantano vittoria e hanno ragione. Hanno vinto loro, facendo riconoscere ai medici che tutti i giorni ci salvano la vita, dei diritti minimi che sembrerebbero scontati e che invece non lo erano. E ha vinto la sanità. «Sulle tutele abbiamo ottenuto praticamente tutto - dice Giorgio Fabiani, di Smi -: per la maternità il diritto all’avvicinamento e un orario ridotto per l’allattamento; ore di formazione fatte dall’azienda; tutela legale e peritale; l’accesso alla mensa garantito come ai dipendenti. Per quanto riguarda il trattamento economico l’azienda ha proposto un bonus di 800 euro lordi mensili per chi opera in pronto soccorso per un massimo di 120 ore. È un po' meno di quel che chiedevamo noi, visto che nell’Asl Sud Est prendono 1250 euro, ma la quota mancante viene ridistribuita su altre voci che valgono per tutti».

«La grande vittoria è l’omogeneizzazione di tutte le indennità fra le 5 ex aziende che fanno parte dell’Asl con un aumento stipendiale medio per tutti», evidenzia Nicola Marini, sempre di Smi. Più critici, ma soddisfatti quelli di Snami: «Valutiamo con favore l'istituzione dell'incentivo per il Pronto Soccorso per i medici convenzionati 118, che finora hanno svolto quell'attività in deroga al loro contratto, ma ricordiamo all'azienda che il bonus aggiuntivo così come formulato, rischia di non avere quell'aspetto incentivante atto a ricreare le condizioni di equa e dignitosa remunerazione del medico e a garantire con buon margine di certezza, una adeguata copertura dei Pronto soccorso nel medio lungo periodo», dicono Giovanni Belcari, Umberto Vetrano e Alberto Nannelli.


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi