Sat dopo la sentenza della Ue: "Ora i lavori della Tirrenica possono ripartire"

Per la Corte di Giustizia Ue è illegittima la concessione 2028-2046 della Livorno-Cecina, ma non della Cecina-Civitavecchia

CECINA. Non c’è pace per l’autostrada tirrenica, una delle grandi opere incompiute d’Italia (il progetto è del 1968), ben nota agli automobilisti di casa nostra a causa di quell’insopportabile balzello da 60 centesimi per un tratto di appena 4 chilometri tra Vada e San Pietro in Palazzi.

Ieri la proroga di 18 anni (dal 2028 al 2046) della concessione alla Sat da parte dell'Anas per i lavori della A12, avvenuta nel 2009, è stata giudicata illegittima da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, per la tratta tra Livorno e Cecina.


Ma attenzione alla lettura della sentenza: perché la Corte ha ritenuto legittima la concessione fino al 2046 del resto dell’autostrada, da Cecina a Civitavecchia. E questo potrebbe rappresentare la svolta (almeno a sentire Sat) per far ripartire i lavori di completamento del tratto mancante, da Cecina a Tarquinia.

La Sat, Società Autostrada Tirrenica - controllata al 99,9% di Autostrade per l’Italia - ha la concessione per la gestione del tratto Livorno-Rosignano Marittimo sull'Autostrada A12 ed è titolare della concessione del tratto Livorno-Civitavecchia fino al 2046, in grossa parte da realizzare.

La sentenza riguarda il deferimento alla Corte Europea dell'Italia da parte della Commissione con l'accusa di aver violato la direttiva sugli appalti pubblici per aver proceduto alla proroga della concessione sull'autostrada Livorno-Civitavecchia senza la pubblicazione di alcun bando di gara.

La Corte ha dato parzialmente ragione alla Commissione poiché ha anche rilevato che il contratto iniziale tra Anas e Sat del 1999 riguardava solo il tratto Livorno-Cecina già aperto al traffico all'epoca e che la fissazione del termine della concessione al 2028 riguardava quindi unicamente questa tratta.

La Commissione europea, hanno osservato i giudici, non ha dimostrato che il tracciato Cecina-Civitavecchia fosse interessato dalla scadenza del 2028 e quindi dal rinnovo dalla convenzione unica avvenuto nel 2009. Ed è per questo motivo che il giudizio di illegittimità della concessione non si applica all'intero tracciato autostradale, ma solo sul tratto Livorno-Cecina.

Soddisfatta della sentenza l’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili che aveva promosso il ricorso contro la concessione: «La sentenza che ha dichiarato l'Italia inadempiente per la proroga della concessione a Società autostrada tirrenica, per la tratta Livorno-Cecina della A12 Civitavecchia-Livorno dal 2028 al 2046 conferma quanto sostenuto da sempre dall'Ance sulla diffusa assenza di concorrenza nel mercato delle concessionarie autostradali in Italia. Infatti, la quasi totalità delle concessioni in essere sono state affidate o prorogate senza gara», sostiene l’Ance.

Ben diversa la lettura di Sat, che in una nota evidenzia invece che «è stata di fatto confermata la legittimità della proroga concessa a Sat al 2046 (a parte per il tratto Livorno-Cecina, ndr), così chiudendo una annosa vicenda che aveva di fatto bloccato i lavori per la realizzazione dell’asse tirrenico», lasciando intendere che i cantieri per il tratto mancante tra Cecina e Civitavecchia ripartiranno e che dunque la Variante Aurelia si trasformerà in autostrada. Sarà davvero così? 
 

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