Tancredi, il piccolo surfista biondo premiato da Mattarella è diventato un vero eroe

Due belle immagini di Tancredi Mazzei

Nel luglio del 2018, usando la bussola del cuore e le sue abilità, ha salvato un uomo che rischiava di annegare al largo delle Spiagge Bianche, a Rosignano. Il suo gesto premiato anche dal presidente Mattarella. Come ha commentato? Ha chiesto al babbo il significato di questo riconoscimento e poi ha esclamato: "Tanta roba!"

Ha imbracciato la prima tavola da surf quando aveva 11 anni. E da allora non l’ha più abbandonata, è diventata l’amica fedele per solcare il mare, e forse anche il modo di interpretare la vita e capire come domare le correnti dell’esistenza. Soprattutto dopo che nel corso dell’estate del 2018, proprio steso su quel legno, ha salvato un uomo che rischiava di annegare. Da allora Tancredi Mazzei Paterni, che il 16 luglio del 2019 compirà 13 anni, è diventato un piccolo grande eroe. 

UN ANGELO BIONDO

Capelli a caschetto lisci, di un color castano chiaro che in estate si vena d’oro con gli effetti del salmastro e del sole. E il viso da bambino di una volta, limpido e disteso, quasi fosse il personaggio di una novella. Un racconto di quelli belli, che arrivato all’ultima pagina vorresti ricominciare a leggere tanto buone sono le sensazioni che ti ha trasmesso. 

Tancredi è tutto questo, anche perché, proprio come fosse il protagonista di una fiaba d’altri tempi, del suo gesto eroico non si bea. Anzi, davanti ai complimenti si schermisce. E si limita a raccontare la cronaca di quel 22 luglio alle Spiagge Bianche, l’arenile dai tratti similcaraibici che si estende fra Vada e Rosignano Solvay, senza l’enfasi rutilante che spesso accompagna ragazzini alle soglie dell’adolescenza. No, Tancredi è preciso, ma non cede all’autocelebrazione. Ricorda quello che è successo come se la sua fosse stata un’azione normale, come se quel salvataggio fosse stato dettato dalla sua stessa indole. Una spinta interiore e prendersi cura di chi è in difficoltà.

IL SALVATAGGIO ALLE SPIAGGE BIANCHE

“Quel pomeriggio siamo andati alle Spiagge Bianche – racconta – proprio perché io volevo fare un po’ di surf. Mi sono tuffato con la tavola - racconta - e a un certo punto mi sono accorto che dalla spiaggia i bagnini stavano fischiando e gridavano nella mia direzione. Non ho capito il motivo, visto che io stavo andando sulla tavola senza problemi”. Invece di continuare a manovrare il suo surf, senza occuparsi di cosa stava succedendo a pochi metri, Tancredi si è guardato intorno per capire cosa stessero indicando i bagnini. “Mi sono girato e a una ventina di metri da me, verso il largo – ricorda - ho visto un signore che agitava le braccia e gridava "Aiuto, aiuto"”. Tancredi non ci ha pensato due volte. Si è disteso sulla tavola e solcando le onde verso il largo è riuscito a raggiungere il bagnante in difficoltà. Il suo unico pensiero, mentre continuava a spostare l’acqua con la sola forza delle sue esili braccia di bambino, è stato quello di raggiungere quell’uomo che annaspava ormai lontano dalla riva.  Nella mente un obiettivo: nuotare velocemente per offrire a quello sconosciuto in difficoltà la possibilità di appoggiarsi al suo legno, quella tavola che per lui non è solo occasione di divertimento, ma anche uno strumento per interpretare la vita.

Spiagge bianche, surfista di 12 anni salva un uomo che sta annegando: ''L'ho fatto salire sulla tavola e l'ho portato a riva''

“Appena l’ho raggiunto, quel signore mi ha detto subito che aveva un crampo - ricorda il ragazzo -, ecco perché non riusciva a muoversi bene in acqua. Poi magari ha avuto anche un po’ di paura, è ovvio che uno si spaventa quando è al largo e per qualche problema non può nuotare. L’ho fatto aggrappare alla mia tavola e poi l’ho spinto fino a riva, usando anche la corrente delle onde che fortunatamente andava verso la spiaggia”.

Solo quando i bagnini hanno preso in consegna il turista, che a parte lo choc non ha avuto danni pesanti, Tancredi deve aver realizzato cosa aveva appena fatto. Ha messo i piedi sulla sabbia brillante e incandescente delle Spiagge Bianche. Poi ha guardato le sue gambe esili di bambino e ha capito di essere riuscito a governare l’onda più pericolosa che si possa parare davanti a un essere umano, quella della paura. Usando la bussala del cuore, ha fatto la scelta che aveva in fondo all’anima: aiutare come poteva quell’uomo che gridava in mezzo alle onde.

“In un primo momento – dice ancora il ragazzo -, mentre ero in mare, non mi sono messo a pensare, anche se devo ammettere che ho avuto un po’ di paura di sbagliare qualcosa. Volevo soltanto aiutare quel signore in difficoltà, e mi è sembrato giusto andare verso di lui con la tavola. Così poteva appoggiarsi a quella e non rischiare di bere”. Detto, fatto. Tancredi ha messo in atto quel che aveva nella mente e nel cuore. E dai giorni successivi è divenuto un eroe.

LA FAMIGLIA E IL SURF

Tancredi Mazzei è nato e vive a Washington, dove i genitori, livornesi doc, si sono trasferiti quindici anni fa per motivi di lavoro. Le sue estati, però, sono tutte in Toscana, nella sua Livorno, dove vivono i quattro nonni e dove il ragazzino e le sue due sorelle tornano almeno due volte l’anno. Ed è proprio sulle spiagge ciottolose di Chioma, poco a sud di Livorno, che nell’estate del 2017 ha provato per la prima volta l’ebbrezza di cavalcare le onde. “E’ stato un caso – dice – ero sul body e all’improvviso ed è arrivata un’onda inaspettata. All’improvviso ho capito che mi piaceva tantissimo”. Da allora, in qualunque posto del mondo si trovi, se davanti ai suoi occhi vede la distesa marina, Tancredi trepida in attesa dell’onda perfetta, quella che a vederla è  talmente imponente da mettere paura. Ma se riesci a governarla, a interpretarne le curvature più aspre, ti trascina in un vortice di emozioni positive. E di orgoglio verso te stesso per la capacità di plasmare in qualche modo l’impeto della natura.

Già l’inverno seguente, quello tra il 2017 e il 2018, il giovane ha insistito perché i genitori lo portassero  a vedere quei luoghi magici dove il surf è uno stile di vita. “Siamo a andati in Messico, a Puerto Escondido, e adesso sogno di surfare alle Hawaii e a Tahiti”. Durante i suoi inverni a Washington Tancredi non riesce a far tacere la sua passione, e così guarda i video dei suoi idoli del surf. “Tra gli atleti italiani – racconta -  tifo Leonardo Fioravanti. E poi mi piace Kelly Slater, per 11 volte campione del mondo, e Jeimie O’Brien che è talmente bravo da riuscire a surfare portando sulla tavola anche un’altra persona”. Che poi, a ben guardare, è quasi quello che ha fatto Tancredi quel 22 luglio del 2018 quando ha salvato il bagnante in difficoltà.

RINGRAZIAMENTI E PREMI

Il gesto eroico del giovane surfista italo-americano non è passato inosservato. La sua storia è stata raccontata da svariati media italiani. Poi sono arrivati i ringraziamenti istituzionali, perché osservare nei giovani principi sani e desiderio di comunione con gli altri fa davvero sperare in un mondo migliore. Il Comune di Rosignano, sul cui territorio è avvenuto il salvataggio, ha deciso di consegnargli un riconoscimento.

Rosignano premia Tancredi, il baby eroe delle Spiagge Bianche

Così nell’agosto 2018 insieme alla sua famiglia è stato ricevuto a palazzo civico dal sindaco Alessandro Franchi, che a nome dell’amministrazione e di tutta la comunità di Rosignano ha ringraziato il ragazzo per il gesto eroico e gli ha conferito un attestato di merito “per il coraggio e il senso civico dimostrato nel salvataggio". Sempre nel mese di agosto Tancredi ha avuto un riconoscimento nella sua Livorno. Allo stabilimento balneare Tre Ponti la Fisa (Federazione italiana salvamento acquatico) gli ha consegnato una targa e lo ha ringraziato per il suo coraggio.

IL RICONOSCIMENTO DI MATTARELLA

Le gesta del piccolo surfista hanno fatto il giro d’Italia, e alla fine sono arrivate a Roma. Lo scorso 24 febbraio il nonno paterno di Tancredi ha ricevuto una telefonata, che gli annunciava come il suo amato nipote era stato scelto come Alfiere della Repubblica e sarebbe stato premiato direttamente dal Presidente Sergio Mattarella.  “Mi hanno chiamato dalla segreteria della Presidenza della Repubblica, cercando mio nipote. È una notizia davvero inaspettata - spiega Luciano Mazzei - Siamo emozionati e onorati”.

Poco dopo anche Tancredi e i suoi genitori sono stati contattati dall’Italia. “È un grande onore – dice mamma Melitta - siamo felicissimi per questo riconoscimento. Per fortuna Tancredi ha un carattere calmo, che non avverte la pressione di questo tipo di premi”.

Il giovane eroe, che certo non si aspettava di ottenere questo tipo di visibilità, commenta la notizia con una espressione in puro livornese: “Tanta roba. Ho chiesto al mio babbo cosa vuol dire - spiega il bambino - e sono andato anche a cercare su internet. Poi ho capito, che bella cosa”. Così il 13 marzo Tancredi e la famiglia saranno a Roma per la cerimonia al Quirinale.

Il piccolo grande eroe premiato ai Tre Ponti di Livorno (Pentafoto)