Ok alla vendita del porto, operazione da 23 milioni

L'assemblea dei soci della Porto Spa al Tirreno

L'assemblea dei soci dà il via libera all'amministratore delegato Matteoli: intesa con la Acefold

CECINA. No, non c’è stata quella spaccatura, preannunciata dalle ultime polemiche (con una parte dei soci quanto meno perplessi sull’ipotesi di vendita). E neppure hanno fatto breccia quei reiterati appelli, prima della Cna poi di Confindustria, affinché si tenesse in quota la cordata di imprenditori locali. No. Il porto, nella costruzione e gestione delle opere marittime, finirà nelle mani della Acefold Service Limited, società svizzera che fa capo alla famiglia Manz, imprenditori nel ramo alberghiero. Società con cui Matteoli ed il cda della Porto sono entrati in contatto tramite i russi della Peverell Holding, che hanno in mano l’asset immobiliare del porto, e con la quale gli svizzeri hanno contatti e collaborazioni d’affari. Non era presente Michael Manz, il giovane amministratore della Acefold, che ha però inviato un breve video per presentare la società che si appresta a comprare il porto. Dopo alcuni interventi dei soci e l’illustrazione, da parte di Matteoli, della proposta di cessione (già in parte anticipata in una lettera inviata alcuni giorni fa ai soci), si è proceduto alla votazione.


In sala – al cinema Tirreno – 330 soci: l’89,7% ha dato l’okay all’operazione, l’1,9% il fronte dei contrari, 2,6% gli astenuti. Ma c’è stato un 5% che non ha votato (alcuni per protesta contestando la procedura). E’ stato un plebiscito per l’ad della Porto, il vero vincitore di questa partita il cui esito, adesso, passa in mani elvetiche. Per Matteoli, tuttavia, era questa l’unica strada possibile se è vero che la cessione degli asset agli svizzeri vale circa 23 milioni, e il gruppo alberghiero è pronto ad accollarsi i debiti. Quelli con le banche, il contenzioso con la Sales, il subentro nel preliminare per l’acquisto dell’area ubicata nel “Comparto Est” con l’accollo del debito residuo nei confronti degli attuali proprietari (circa 1,2 milioni), gli oneri in convenzione con Acefold che adesso subentrerà alla Porto (se l’operazione si concretizzerà) accollandosi opere fondamentali come l’argine del fiume e il ponte su via Volterra.

«Saranno rispettati – dice Matteoli – i termini delle convenzioni. In tre anni il porto sarà completato, collaudo ed omologazione compresa». Alla Porto rimarranno 180 posti barca, l’impegno a completare box e posti auto per chi ha rogitato, un ettaro nel lotto est, tutta l’attività sociale (circolo Foce compreso). E la Spa, che resterà con un capitale sociale di 3,9 milioni, non si scioglierà ma potrebbe prendere anche in considerazione – ha detto Matteoli - l’ipotesi di rimborsare i soci.


Cosa succederà adesso? Ci sono 60 giorni per completare la due diligence (la verifica dei dati di bilancio), poi altri 30 giorni per firmare il compromesso. Quindi, completata la vendita, la Spa potrà chiudere finalmente la partita del bilancio. Arrivare, insomma a dicembre, con un quadro chiaro. Il sindaco Lippi, sull’assemblea, ha detto: «Prendo atto della decisione a stragrande maggioranza dell’assemblea, mi auguro che il porto possa essere completato così come gli argini e poti nell’interesse prima di tutto della città». —