Via i profughi dall’hotel Saint Vincent, in 18 trasferiti in due appartamenti

L'esterno dell'hotel Saint Vincent

Rosignano. La nuova sistemazione a causa dei costi troppo alti, l’Arci ha preso in affitto le abitazioni nella zona delle Morelline  

ROSIGNANO. Stop all’accoglienza degli immigrati all’hotel Saint Vincent di Castiglioncello. I 18 ospiti, tanti ne erano rimasti alla fine dell’anno scorso, sono stati trasferiti in due appartamenti nella zona artigianale delle Morelline perché i costi erano divenuti troppo onerosi. Attualmente nel territorio comunale di Rosignano Marittimo sono in tutto 20 i richiedenti asilo: 12 nei due alloggi alle Morelline e 8 in via Dante sempre a Rosignano Solvay. Allargando lo sguardo su altri Comuni vicini il numero degli immigrati arriva a 123, suddivisi tra Centro di accoglienza straordinaria e Sprar. Tutti ospitati in vari appartamenti dislocati in un territorio che va dal Comune di Rosignano Marittimo, a quello di Cecina e Castagneto Carducci, passando per Santa Luce,Riparbella, Montescudaio, Guardistallo e Casale Marittimo.
In particolare 18 persone che fanno ancora parte del Centro accoglienza straordinaria (Cas) abitano nel comune di Rosignano, 30 sono invece quelli ospitati nell’hotel Mediterraneo a Cecina mare mentre 52 hanno trovato abitazione in alcuni appartamenti situati nei comuni collinari. Dei 123 immigrati, 21 rientrano nel progetto Sprar ossia Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Fino a qualche settimana fa l’hotel Saint Vincent situato nella prestigiosa zona di Punta Righini, ospitava 18 immigrati (erano una quarantina nel 2014 nel pieno dell’emergenza sbarchi) attraverso un accordo tra Prefettura ed i proprietari della stessa struttura. All’accoglienza pensava l’Arci. L’emergenza sbarchi si è ridotta «e alla fine - dicono all’Arci bassa val di Cecina - erano rimasti solo 18 ragazzi». Diciotto richiedenti asilo «dei quali 12 - dice Stefano Ferrari presidente Arci Solidarietà Bassa val di Cecina - sono stati trasferiti in due appartamenti a Rosignano Solvay». Gli altri hanno trovato posto all’hotel Mediterraneo di Marina di Cecina «che al momento ne sta ospitando in tutto 30». Altri 52 «sono stati accolti, sempre in appartamento, attraverso accordi tra i proprietari degli immobili, Prefettura di Livorno e Pisa ed Arci - spiega Ferrari - nei comuni collinari. Le abitazioni sono occupate non solo da uomini giovani ma anche intere famiglie con bambini». Nel caso dei 12 immigrati trasferiti alle Morelline, di quelli di via Dante così come di quelli che hanno trovato alloggio a Cecina Mare e nelle frazioni collinari, si tratta di Centri di accoglienza straordinaria, conosciuti come Cas. «Ossia di persone ancora richiedenti asilo e prese in carico - continua Ferrari - dalle autorità». I percorsi di accoglienza ed integrazione «sono stati organizzati, nel nostro territorio - dice Daniele Donati assessore al bilancio e sociale del Comune di Rosiganano - da associazioni come Arci o Oxfam». Un’accoglienza dunque «in piccoli centri - spiega il sindaco Alessandro Franchi - che ha permesso di accogliere piccoli gruppi che, attraverso varie attività e in collaborazione con associazioni, si sono integrati nel territorio».
Parallelamente c’è il percorso Sprar: «Si tratta del secondo step - spiega Stefano Ferrari - ossia si parla di tutte quelle persone che hanno ottenuto il riconoscimento di asilo politico o umanitario e che dunque vengono inseriti nel mondo lavorativo attraverso specifici corsi anche di lingua italiana. All’interno di questo percorso attualmente abbiamo 21 ragazzi (i posti disponibili sarebbero 26) che alloggiano in appartamenti presi in affitto». Due abitazioni si trovano nel Comune di Castagneto Carducci, tre appartamenti a Cecina ed un appartamento a Nibbiaia «dove al momento - dice Franchi- non viene ospitato nessuno». —