Asl sotto accusa: «Pochi posti letto e manca personale»

Una sala operatoria

Cecina. Assirelli (Cgil): «Il problema è per le degenze lunghe». Chiesto il terzo infermiere di notte e la quarta sala operatoria

CECINA. Succede che i pazienti che, per ulteriori controlli, non possono essere dimessi dalla cosiddetta week surgery (l’area di chirurgia dedicata ad interventi con degenza post operatoria inferiore ai 5 giorni) non trovano posto nell’area delle degenze lunghe. Perché i letti non bastano, i posti della “long surgery” sono insufficienti. E che il controllo dei reparti (o aree chirurgiche, come previsto dal modello per intensità di cure, introdotto ormai da alcuni anni a Cecina) diventa difficile con 2 soli infermieri di notte. «Mi fa piacere che anche l’amministrazione comunale di Cecina si sia svegliata e cominci a parlare del problema della Chirurgia in ospedale. Magari potevamo lavorare insieme, e prima, con un’azione comune».
Simone Assirelli
, responsabile provinciale del comparto sanità della Cgil, interviene dopo il nostro servizio in cui si mettevano a fuoco alcuni problemi ancora irrisolti dell’ospedale cittadino e sui quali, nei giorni scorsi, si era registrata anche la presa di posizione del Coordinamento cittadino per l’ospedale. Per dire, in sostanza, che il “caso Chirurgia” a Cecina è all’attenzione del sindacato ormai da mesi. «A maggio scorso – spiega Assirelli – abbiamo scritto all’azienda. Mettevamo in evidenza proprio questo problema dell’insufficienza dei letti in Chirurgia. Avevamo anche avanzato la proposta di trasferire alcuni posti delle “week surgery” nella long proprio per dare risposte a quei pazienti che necessitano di cure e monitoraggi più lunghi. Non abbiamo avuto risposta». Ad oggi l’area chirurgica di Cecina ha 35 posti, di cui 20 per le degenze più lunghe e 15 per la “week”. Ma secondo il sindacato, oltre ai posti letto insufficienti, c’è il problema del personale, anch’esso ritenuto inadeguato per espletare al meglio il servizio. «Abbiamo chiesto l’inserimento di un terzo infermiere di notte», aggiunge il sindacalista della Cgil, anche in questo caso senza avere risposte. «Mentre la quarta sala finalmente è dotata del macchinario ma servono medici ed infermieri per farla funzionare». L’assessore alla Salute di Cecina

Danilo Zuccherelli
ha confermato che il letto chirurgico è arrivato. Dunque si può partire. Ma va comunque definito lo spostamento dell’elettrofisiologia e della chirurgia oculistica in altri ambienti. Così come peraltro è scritto nel documento intitolato “La riorganizzazione dei servizi sociosanitari nelle Valli Etrusche” firmato dall’ex direttore generale
Maria Teresa De Lauretis
e dal direttore sanitario, oggi commissario Asl Nord Ovest)
Mauro Maccari
: «L’organizzazione attuale del blocco operatorio prevede l’utilizzo di tre sale rispettivamente per attività di chirurgia generale, ortopedia, ostetricia e ginecologia. Una quarta sala è al momento dedicata alla attività di elettrofisiologia e di chirurgia ambulatoriale oculistica. Il trasferimento di queste due ultime attività in altri ambienti, fuori dal blocco operatorio, consentirà un miglior utilizzo delle sale del blocco con conseguente aumento della produttività e miglioramento del tasso di occupazione dei posti letto”.