M5S porta a Roma la richiesta di una indagine epidemiologica

I rappresentanti locali hanno avuto un incontro  con la segreteria  del ministro Costa per discutere la situazione della Solvay

ROSIGNANO. Alcuni rappresentanti del M5S di Rosignano hanno incontrato, presso il ministero dell’Ambiente, il capo della segreteria del ministro Costa, Fulvio Mamone Capria, il capo della segreteria tecnica Tullio Berlenghi, insieme al deputato toscano M5S Francesco Berti. Oggetto dell’incontro è stato «far conoscere tutti i problemi di Rosignano. I due capi di segreteria, si sono resi disponibili - scrive in un comunicato Mario Settino - ad intervenire per fare chiarezza su alcune situazioni, in particolare sui presunti illeciti ambientali della Solvay già resi noti da una Commissione parlamentare d’inchiesta nella scorsa legislatura. È importante ricordare - continua il consigliere comunale Cinque Stelle - che la Solvay, davanti ad un giudice, ha patteggiato per un totale di 6,7 milioni di euro di investimenti in bonifiche ambientali per aver inquinato la zona di Rosignano». I Cinque stelle hanno avanzato richieste come “«la necessità di vigilare sull'operato di Arpat e di controllare la validità dei rilievi ed interventi effettuati dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana negli ultimi anni. Abbiamo ribadito l'importanza di avviare lo svolgimento di un’indagine epidemiologica accurata sulla popolazione di Rosignano Solvay e dintorni, affinché possa essere chiarita con certezza la portata della correlazione tra inquinamento ambientale e salute dei cittadini. Queste misure devono quindi assumere un carattere di urgenza. La Solvay è a Rosignano soprattutto perché da molti anni trova benefici nello sfruttamento delle risorse; è necessario però ragionare sulle opere di risanamento, bonifica e sostenibilità dello stabilimento, perché le azioni della multinazionale potrebbero generare impatti positivi sia in termini economici che occupazionali. Chiediamo solo che l’azienda si ponga l'obiettivo di arrivare a terminare di scaricare in mare inquinanti e che si impegni a bonificare il territorio pur mantenendo il suo lavoro, al fine di riequilibrare le risorse a cui ad oggi ha solamente attinto, restituendo così a tutti un ambiente sostenibile». Nel Comune sono presenti «una somma di rischi e criticità ambientali, è un territorio ad alta densità industriale - dice il consigliere comunale Francesco Serretti - che rientra nella normativa Seveso, la cui attività ha conseguenze notevoli per gli scarichi in mare e in aria, dove insiste una discarica in fase di autorizzazione di nuova Aia Via per nuovo ampliamento che allungherà la sua utilizzazione fino al 2030, ed un depuratore ad oggi sottodimensionato». —