Cacciucco Pride a Castiglioncello

Vince la rassegna livornese la food blogger Galliti «Ho imparato dai grandi, soprattutto Pierangelini»

CASTIGLIONCELLO. Si è aggiudicata la finale del contest livornese Cacciucco Pride. Cristina Galliti, milanese d’origine ma residente a Castiglioncello, è una food blogger conosciuta ed apprezzata con il suo sito Poverimabelliebuoni e Insalata Mista. Domenica 17 giugno, all’interno del Mercato Centrale di Livorno, presso lo stand dell’enobistrò Alle Vettovaglie, si è svolta la finalissima presentata da Fede e Tinto del programma radiofonico Rai Radio2 Decanter (Federico Quaranta e Nicola Prudente). L’evento è nato in collaborazione con la blogger e food writer Shamira Gatta di Livorno. Le ricette pervenute sono state selezionate da una giuria composta da Nino Amadei, segretario Fisar di Livorno, Shamira e Silvia Volpe, Slow Food Livorno. I finalisti sono stati: Francesco D’Oriano, cuoco professionista con il piatto “Rolls and pearls” di cacciucco; Calogero Rifici cuoco amatoriale e blogger con il “Cacciucco di montagna” e la Galliti con il “Cacciucco in giallo con crudo di seppie e canocchie”. «Ho appreso della manifestazione dai social - racconta. Misurarsi col cacciucco è una bella sfida, molto stimolante. Ho studiato a lungo il mio piatto, volevo un cacciucco fedele al concetto di zuppa e con gli ingredienti canonici (pesci da minestra, palombo, seppie, polpi e canocchie) ma con qualche piccola variante che lo rendesse nuovo e divertente. Ho studiato le ricette di molti grandi interpreti del cacciucco, fra cui Luciano Zazzeri e Deborah Corsi. Ma più di tutti quello estemporaneo preparato da Fulvio Pierangelini, nel 2008, per Aldo Santini, documentato nel suo libro “Per un Cacciucco del 2000” dove lo chef, in modo polemico e provocatorio, gestisce tutti i pesci singolarmente inclusi anche quelli non canonici come le triglie, solo il polpo e i ciuffi delle seppie sono brasati con un po’ di pomodoro fresco e il tocco geniale: l’aggiunta di seppia cruda a julienne. Base classica di aglio e salvia e peperoncino».

La ricetta di Cristina Galliti, tra l’altro, si trova nel suo blog (la proponiamo nell’articolo qui sopra, spiegata direttamente da leri). «Il mio blog – spiega - non è l’attività principale. In realtà sono accompagnatrice turistica e sommelier, collaboro con manifestazioni enogastronomiche e partecipo all’organizzazione di eventi. Il blog è puro diletto. La libertà del web ha creato una grande confusione in questo settore, troppi si atteggiano ad esperti, senza averne spesso le conoscenze: insomma ha più successo l’apparenza che la sostanza. Io credo ancora nella sostanza e se non ho abbastanza follower non mi sgomento, pochi ma buoni appunto».