Sponda della politica per sbloccare lo stallo del porto

Dalla variante urbanistica agli argini remoti del fiume L’agenda per chiudere con le autorizzazioni in autunno 

CECINA. L’argine c’è. A tirarlo su, seppur da posizioni divergenti, sembra essere la politica. L’impegno a creare le condizioni per portare in fondo l’operazione porto turistico alla foce del fiume in tempi certi è condiviso. A dettare l’agenda adesso sono i passaggi necessari affinché la Porto di Cecina Spa possa consumare il suo matrimonio d’interessi con la società Peverell Ltd, che vuole sviluppare il comparto immobiliare e promette di rimettere in moto l’operazione nel suo insieme. Archiviata la questione fideiussioni, a garanzia delle opere di messa in sicurezza idraulica, può iniziare l’esame dei progetti per la parte a terra. È quanto emerge dalla 2ª commissione consiliare in cui si è fatto il punto sul maxi intervento con l’audizione dei rappresentanti e dei progettisti della Porto Spa.

Chi vuole completare il porto e chi mette davanti la priorità delle opere di mitigazione del rischio idraulico. Comunque la si pensi sul tavolo pare esserci un’unica strada da battere. Ed è quella che apre all’approvazione dei progetti per dare gambe al comparto immobiliare. A parità di volumi da edificare serve una variante urbanistica perché il partner che riunisce sotto il capello Peverell più imprenditori, tra cui investitori russi e americani, punta a connotare l’intervento in chiave del lusso e del wellness. Un alta gamma che richiede una diversa distribuzione dei volumi. A tratteggiare quel che potrebbe essere conl’ausilio di alcune ricostruzioni grafiche in rappresentanza degli investitori è Paolo Cavini.


«La nostra società non può andare avanti con le proprie gambe, non abbiamo i 6, 5 milioni di euro che servono per le opere previste nella convenzione che scade nel 2012 – dice il presidente della Porto Spa Giuliano Matteoli –. Perfezionare il contratto con Peverell ci consente di fare quanto previsto e completare il progetto nel suo insieme».

A dettare l’agenda è il sindaco di Cecina Samuele Lippi. «La fideiussione mancante è stata presentata e verificata – afferma –. La società appena l’avrà sottoscritta la prossima settimana la consegnerà in Comune e a seguire presenterà i progetti per la parte immobiliare. Ci sono i tempi per avviare l’iter di variante urbanistica e discuterne consentendo alla Porto Spa a settembre di firmare i contratto con Peverell». Condizione per cui la prima opera a partire sarà il completamento dell’argine in sinistra idraulica, quello a lato di Villa Ginori. «Sarà la prima cosa che verrà fatta», sottolinea Matteoli.

L’altra condizione perché ciò accada è che il progetto superi l’esame del Genio civile. Ente che ha richiesto alcuni adeguamenti che sono in fase di studio. «Servono 90 giorni per le indagini geologiche e geotecniche e un mese per adeguare il progetto a quelle risultanze», spiega l’ingegner Marco Pittori della Interprogetti Srl, progettista incaricato dalla Porto Spa. Fatti due conti in estate si potrebbe chiudere l’iter con il progetto pronto a essere cantierato. Una garanzia indiretta viene dalla presenza in commissione del funzionario del Genio civile Claudio Rucci.

Al netto del dibattito è questa la prospettiva offerta. Arrivare in autunno con la parte amministrativa chiusa e le condizioni per far marciare un cantiere che è in stallo da anni.