L’aleatico di Giulia quando il vino è passione di famiglia

La storia. 21 anni, studentessa di enologia, conduce col padre cardiologo un’azienda a Castagneto Carducci

CASTAGNETO. Vive tra Pisa, dove studia alla facoltà di Viticoltura ed enologia, e Castagneto, dove non solo nel fine settimana traduce in pratica le lezioni tra le vigne dell'azienda agricola "Poggio al Grillo", un ettaro di verde immerso tra la quiete delle nostre colline dove il tempo scorre lento. Giulia Scalzini, classe 1995, ha incontrato il mondo del vino complice la passione del padre, Alessandro, cardiologo all'ospedale di Cecina che, nel 2008, ha acquistato il terreno ristrutturando il podere prima di impiantare le viti, lavorare e produrre.

«Siamo cecinesi - dice Alessandro - e la zona ci piaceva perché qui venivamo a passeggiare e cercare funghi. E' un luogo incontaminato, perfetto per trascorrere il sabato e la domenica con la famiglia. Cercavamo un ambiente così, dove la natura fosse protagonista. Il passo successivo è stato una piacevole conseguenza, così come la voglia di crescere un vigneto di aleatico, che in genere si trova all'isola d'Elba». Il profumo del vino, la voglia di mettersi in gioco, la possibilità di trascorrere giornate tra i filari hanno fatto il resto, regalando le prime soddisfazioni alla famiglia. Nel 2012 nasce il Rosatico, vino rosato di aleatico in purezza, al quale si aggiunge nel 2015 il passito Rezzeno, aleatico in purezza. Il primo è un Igt fermo e secco, il secondo è dolce e gradevole. A monte, c'è l'esperienza di due enologi conosciuti: Luca D'Attoma, con il quale l'azienda agricola ha mosso i primi passi, e Luca Rettondini, arrivato quattro anni fa a "Poggio al Grillo" per iniziare la produzione: 1600 bottiglie di Rosatico e 300 di passito, che l'azienda agricola per il momento commercia in zona, partecipando anche ad alcuni appuntamenti.

Qui entra in scena Giulia, la figlia più piccola del dottor Scalzini. «Mi sono innamorata di questo mondo - racconta - grazie a mio padre e a un viaggio in Francia, a Bordeaux, dove ho visitato cantine famose, in Borgogna e tra i castelli della Loira, zona principe dei rosati. Dopo la maturità scientifica mi sono iscritta a “Viticoltura ed enologia” a Pisa, lavorando allo stesso tempo nei campi. Ho un filare che seguo tutti i giorni, poi vado in cantina dove trascorro ore per conoscere da vicino ogni processo e mettere in pratica ciò che studio. Insomma, faccio il cantiniere».

«Questo lavoro mi piace tanto - prosegue - perché è particolare, concreto ma scientifico. Vedere il risultato finale mi dà gioia, è bellissimo e poetico vedere una bottiglia, respirarne il profumo e apprezzarne il gusto. A motivarmi sono la passione personale e la voglia di crescere l'azienda, migliorando la produzione da ogni punto di vista. E il giorno in cui sarò enologa, mi piacerebbe ampliare la mia conoscenza seguendo altre realtà».

Intanto, partecipa alle iniziative di settore, come "MareDiVino" a Livorno e, a giugno, il "T-Wine" a Castagneto.