Seguro, lo zaino per fare impresa

Gli studenti dopo i premi si apprestano a dare gambe al progetto

CECINA. Per i 27 studenti della quinta liceo grafico del “Marco Polo” la soddisfazione è grande: la mattina del 5 febbraio, hanno presentato a tutti i risultati del progetto “Zaino Seguro”, nato da un’idea sviluppata l’anno passato che, con la partecipazione al concorso “Impresa in azione”, ha fruttato il primo posto a livello regionale come migliore impresa Junior Achievement Toscana 2015 e il premio Global enterprise award alla finale nazionale di Milano nel giugno scorso.

Se niente cambia, la cartella arriverà sul mercato non solo nazionale entro settembre. All’incontro erano presenti il preside Marco Benucci, gli assessori Giovanni Salvini, Caterina Barzi, Paolo Biasci e Sabrina Giannini e Stefano Belmonte della Banca di credito cooperativo di Castagneto che con 400 euro ha sostenuto l’iniziativa, Pierluigi Giuntoli segretario generale della Camera di commercio di Livorno, l’agenzia Timeout di Palazzi e Giovanni Conte del Centro sviluppo brevetti che, con la professoressa Katia Cirinei, hanno illustrato il percorso intrapreso dagli studenti nelle ore di alternanza tra scuola e lavoro.

“Lo zaino che ti guarda le spalle” presenta una cerniera sul retro e non sul davanti, è antistrappo e colorato. La sfida è passare ora dalla simulazione di impresa ad azienda con reali mansioni e obiettivi. Un passo che gli otto ragazzi rimasti, insieme ai tecnici e alle insegnanti, valuteranno a partire dalle prossime settimane prima di dare risposte definitive. Le richieste non mancano, circa 100 borse sono già state vendute perché pratiche e accattivanti. A marzo sono in programma altre verifiche per capire come muoversi in relazione agli scenari. L’obiettivo, visto il risultato che si aggiunge al bicchiere di “Spirito DiVino”, è creare un laboratorio dove le idee trovino terreno fertile e possano concretizzarsi. Il premio conquistato in Lombardia ha confermato che lo zaino è stato “il migliore prodotto più globalizzabile”, ossia vendibile all’estero.

Michele Falorni