Delitto Marzi, assolta la moglie che ora eredita case e terreni

CECINA. Una casa nel centro di Cecina, un appartamento a Saint Vincent e un terreno a Montescudaio. Il patrimonio di Danilo Marzi, il pensionato ucciso con quattro colpi di pistola la notte del 3...

CECINA. Una casa nel centro di Cecina, un appartamento a Saint Vincent e un terreno a Montescudaio. Il patrimonio di Danilo Marzi, il pensionato ucciso con quattro colpi di pistola la notte del 3 aprile del 2008, andrà interamente alla moglie.

La donna, Luz Maria Godoy del Toro, cubana, dopo cinque anni di procedimento penale, e oltre tre anni di detenzione, è stata infatti definitivamente assolta dall’accusa di omicidio dalla V sezione della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso del Procuratore generale alla sentenza della Corte d’Appello di Firenze.

Un’assoluzione che mette la parola fine a un giallo cominciato oltre sette anni fa. La mattina del 3 aprile, infatti, poco prima delle 10 il corpo di Danilo Marzi viene trovato a terra in un terreno lungo via del Tripesce, tra San Pietro in Palazzi e Vada. A scoprire il cadavere sono due pensionati, che lanciano subito l’allarme. Le indagini hanno avuto una svolta a fine 2008, quando sono stati indagati la moglie e un amico di lei, Yosmari Armas Castilla, anche lui cubano.

Ad incastrarlo la pistola che ha ucciso il pensionato, un revolver calibro 38 marca Smith & Wes, ritrovata in un armadio nella camera dove dormiva Castilla.

A fine 2008 la Procura di Livorno ha emesso due fermi, Maria Luz è finita al carcere delle Sughere mentre l’amico si è dato alla fuga. Rintracciato alle Canarie a fine gennaio 2009, l’uomo è stato arrestato. Il processo a quelli che in molti hanno definito “gli amanti diabolici” è partito nella primavera del 2010. E ha avuto una serie di colpi di scena.

In primo grado e poi in Appello, infatti, sia Maria Luz Godoy che Yosmari Armas Castilla sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio di Marzi. Poi la Cassazione, accogliendo la richiesta degli avvocati della donna, ha annullato la sentenza con rinvio alla Corte d’Appello di Firenze, che due anni fa ha stabilito l’assoluzione della donna.

Il procedimento penale è andato avanti, dato che il Procuratore generale ha deciso di fare ricorso contro l’assoluzione. Ricorso che è stato definitivamente rigettato dalla Cassazione, che ha decretato la definitiva assoluzione di Maria Luz Godoy.

Adesso alla donna, essendo erede diretta di Marzi, spettano proprietà e terreni che erano del pensionato.

La Cassazione ha invece confermato l’ergastolo per Castilla, l’esecutore materiale del delitto e ritenuto l’amante della Godoy, che si trova nel carcere di Volterra.

In un primo tempo la moglie di Marzi era stata ritenuta mandante dell'omicidio,adesso non solo erediterà il patrimonio del marito, ma i suoi avvocati avrebbero anche intenzione di chiedere i danni per ingiusta detenzione. (a.c.)