Parcheggi disabili e soste abusive

Riformisti: «Adottiamo il sistema elettronico che segnala l’occupazione dei posti»

CECINA. Si chiama Park Tutor ed è un sistema anti-furbi che dovrebbe scoraggiare l'occupazione abusiva dei parcheggi per disabili, da parte di chi non è titolare del contrassegno. Lo strumento è al centro di una mozione in consiglio comunale presentata dai Riformisti per Cecina. «Da tempo abbiamo preso a cuore la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e in particolare di quelli appartenenti alle cosiddette fasce deboli – sottolinea il segretario Stefano Fiori –. Abbiamo da poco presentato in Consiglio una mozione con la quale ci prefiggiamo di far adottare al Comune di Cecina la nuova tecnologia denominata Park Tutor».

Si tratta di un dispositivo elettronico che consente di rilevare in tempo reale chi parcheggia abusivamente negli stalli riservati alle persone disabili. «Le leggi e i regolamenti prevedono facilitazioni per i disabili nella circolazione stradale e riconoscono l’auto privata come indispensabile ausilio per le persone con limitate capacità motorie – dice Fiori –. La conseguenza è una adeguata disponibilità di aree di parcheggio ad essi riservati, distribuite nel tessuto cittadino che diventa un elemento di vitale importanza per la piena integrazione sociale di queste persone. Ma tutto questo non basta e si verifica spesso che i parcheggi riservati ai disabili vengono occupati in modo improprio da altri soggetti, creando disagi a chi ne ha diritto».

Da qui la mozione in consiglio. «È stata sviluppata una tecnologia denominata Park Tutor, già adottata in altri Comuni che permette di rispondere adeguatamente a tali esigenze – afferma il segretario dei Riformisti per Cecina –. In sostanza si tratta di un sistema elettronico che segnala immediatamente l’avvenuta occupazione abusiva alla polizia municipale che può decidere di intervenire per accertare l'eventuale infrazione o rimozione del veicolo. Dove è stata adottata ha consentito di ridurre del 50% le sanzioni a carico dei trasgressori». Che conclude: «Il sistema non rappresenta solo un ottimo esempio di tecnologia, ma si integra in maniera efficace all'interno di una smart city».