La canonica del prete riaccende la polemica: «È un B&B di lusso»

Un interno della canonica di Bibbona al centro delle polemiche

Bibbona, il consigliere Rugo torna all’attacco e accusa: «Ha solo cambiato nome su internet: ora è Piev’Antica»

BIBBONA. C’era una volta la Casa del prete. Tutto comincia con l’accusa lanciata dal consigliere d’opposizione Massimiliano Rugo al parroco di Bibbona don Giuliano Giovannini, “reo” di aver trasformato la canonica in un bed & breakfast di lusso. Ma soprattutto di aver dato vita ad un’attività economica senza autorizzazione da parte del Comune. La polemica pre-estiva si smorza con la chiusura del sito internet che pubblicizzava la foresteria del prete, il quale assicura di non averla mai utilizzata come attività ricettiva, mentre il sindaco Massimo Fedeli dal canto suo replica di non aver mai concesso autorizzazioni al prelato. 

A distanza di pochi mesi Rugo, del gruppo Responsabilità civica Bibbona, rilancia e accusa il Comune di «abusivismo incontrollato, a partire dai furbetti dell'abuso edilizio che siedono sugli scranni del consiglio comunale» arrivando a don Giuliano. L’accusa è mirata. «Dopo lo scandalo del marzo scorso sul bed & breakfast abusivo nella “Casa del prete" - dice Rugo - il parroco persevera in barba alle leggi dello Stato e al rispetto delle altre strutture ricettive regolari. Ha rottamato il brand la "Casa del Prete" e ribattezzato la casa canonica "Piev'Antica", il tutto senza mai cessare le proprie attività».  Insomma, secondo Rugo, il sacerdote «ha tirato dritto nei suoi propositi e ha perseverato nell'esercizio dell'attività di affittacamere, il tutto senza dichiarazione al registro delle imprese, senza comunicazioni di inizio attività al Comune, senza comunicazioni all'autorità di Pubblica sicurezza sugli ospiti che via via si sono succeduti nell'arco della stagione estiva». Per Rugo questo sarebbe un altro segno che «Bibbona è un comune senza controllo, con una Amministrazione impegnata esclusivamente in feste, sagre e simposi mentre i furbetti di turno fanno ciò che più li aggrada». 

Rugo porta a prova delle proprie accuse il nuovo sito Internet della casa canonica e le recensioni che Piev’Antica ha ricevuto, sempre su Internet. «Con l'evento "Bibbona in Arte", che si è svolto nel centro storico pochi giorni fa - tuona il consigliere - si è raggiunto l'apice della complice indifferenza o dell'incompetenza manifesta, quando davanti al B&B abusivo a pieno regime di lavoro, sfilavano passeggiando su e giù, tra opere d'arte e artisti, anche gli amministratori locali che non si sono mai accorti di nulla. Nel frattempo don Giovannini riscuoteva dalla canonica i proventi del suo lavoro (anche 150 euro a notte), come si evince pacificamente dalle recensioni pubblicate su noti siti italiani ed esteri del settore turistico alberghiero, vedasi in particolare http://www.benitalia.com/it/piev-antica-bibbona_1461688-1.html».