Morte da amianto, vedova vince la causa con l'Inail

Un'assemblea dell'Ona a Rosignano

Rosignano: Il marito, ex dipendente Solvay, è deceduto nel 2010 per tumore al polmone. L’avvocato Bonanni dell'Ona: il tribunale di Livorno conferma l’esposizione all’asbesto

ROSIGNANO. Una svolta nelle cause sulle morti da amianto. L’Inail è stata condannata a costituire la rendita in favore della vedova di un ex dipendente Solvay morto per tumore al polmone nel 2010. Aveva 57 anni e dal 2007 era andato in pensione, dopo aver lavorato per 31 anni nel settore manutenzioni dello stabilimento chimico di Rosignano. La causa intentata dalla vedova contro l’Inail per la corresponsione della considdetta pensione amianto è cominciata nel 2012, giovedì scorso 9 luglio la sentenza del giudice del lavoro di Livorno. L’Inail dovrà pagarle l’assegno di reversibilità (con i benefici del comma 7) e le spese funerarie; ha diritto inoltre al fondo delle Vittime amianto (10% sulla reversibilità).

L'avvocato Ezio Bonanni dell'Ona

Soddisfatto l’avvocato Ezio Bonanni dell’Ona (Osservatorio nazionale sull’amianto), che ha patrocinato la vedova nella causa insieme all’avvocato Isabella Sardella del Foro di Pisa. «È una delle prime volte - commenta il legale - che viene riconosciuto il danno da esposizione all’amianto per un decesso da tumore polmonare e non da mesotelioma». L’ex dipendente Solvay aveva cominciato a lavorare da giovane nella fabbrica di Rosignano «e mai - ricorda l’avvocato - gli era stato detto che l'amianto è un killer mortale che uccide senza pietà, e quindi lo ha tagliato, maneggiato ed anche mangiato, quando nella pausa-pranzo ha consumato il pasto nella mensa con indosso la tuta contaminata di amianto».

L'Inail tuttavia ha negato l'esposizione all'amianto, «contro la realtà dei fatti». Quando l’operaio rosignanese è morto aveva 57 anni, ed ha lasciato una moglie giovane ed un figlio in tenera età. Il Tribunale ha escusso testimoni, ha disposto la perizia tecnica, ha disposto la Ctu medico-legale: «Una mole di prove che ha dimostrato, incontrovertibilmente - afferma Bonanni - che l’uomo è stato esposto ad amianto e che la malattia è professionale». Dopo 5 anni, il Tribunale di Livorno ha deciso la causa nell'udienza del 9 luglio e nella sentenza n. 371/15, il giudice del lavoro Francesca Sbrana «scrive che la prova c'è ed è lampante, e che le tesi dell'Inail sono infondate e che il tumore polmonare è patologia asbesto-correlata». Così nel dispositivo: «Il giudice, definitivamente pronunciando... accertata la natura professionale della malattia contratta a causa dell'esposizione ad amianto, condanna l'Inail a corrispondere alla ricorrente la rendita con decorrenza dal 18 luglio 2010, oltre alle prestazioni del fondo vittime amianto». Per l’Ona «la decisione e la motivazione non lasciano dubbi, anche perché vi è una vera e propria epidemia in corso di malati e deceduti per via dell'amianto nel sito Solvay».
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