Cavallino matto montagne russe salvate dal Tar

CASTAGNETO CARDUCCI. Le montagne russe, alte 30 metri, realizzate al Cavallino matto sono salve. Respinto dal Tribunale amministrativo regionale della Toscana il ricorso presentato da un privato,...

CASTAGNETO CARDUCCI. Le montagne russe, alte 30 metri, realizzate al Cavallino matto sono salve. Respinto dal Tribunale amministrativo regionale della Toscana il ricorso presentato da un privato, , Pier Giorgio Croci, che puntava il dito contro l’operazione: permessi, autorizzazioni e impatto paesaggistico. Un investimento da 10 milioni di euro.

I giudici amministrativi della 3ª sezione del Tar della Toscana hanno respinto il ricorso contro il Comune di Castagneto Carducci, il ministero per i Beni e le attività culturali e la società Ge.Ca. Srl, proprietaria del parco divertimenti, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali, definite in 1.500 euro più gli accessori di legge.

La sentenza. Il Tar ha ritenuto che il ricorso non presentasse profili apprezzabili riguardo al requisito del grave e irreparabile pregiudizio ai danni del privato, attesa la genericità delle argomentazioni addotte e non confermate dai documenti prodotti, in particolare con riferimento al rispetto dei limiti di impatto acustico e all’orario di funzionamento dell’attrazione. La memoria difensiva dell’avvocato Luigi Guccinelli, per il Comune, ha ribattuto punto per punto le eccezioni presentate dal privato in ordine per esempio alla presunta illegittimità della Scia e alle ipotesi di violazioni del Regolamento urbanistico. «L’Ordinanza – dice l’assessore all’Edilizia privata Giorgio Badalassi – è del tutto in linea con la giurisprudenza, da tempo consolidata, per cui non possono essere sospesi, cautelarmente, atti che hanno totalmente esplicato la propria efficacia. La fine lavori invita per posta certificata dal Cavallino Matto riporta la data del 5 giugno».

La proprietà. L’accogliemento del ricorso avrebbe sicuramente determinato un grave danno al Cavallino matto. «Esprimo soddisfazione – afferma Riccardo Manfredini, amministratore unico del parco divertimenti – per la decisione del Tar, che conferma la validità delle autorizzazioni e delle procedure seguite. Oggi possiamo mantenere l’investimento che siamo sicuri contribuirà al miglioramento del parco e allo sviluppo dello stesso. Ringrazio l’amministrazione comunale, gli avvocati Chierroni e Bartolomei e tutti gli altri professionisti che hanno lavorato a questo importante risultato. Infine, i dipendenti e i tanti cittadini e operatori turistici che ci hanno manifestato la loro solidarietà».

Divina Vitale