Valente e la traversata da 220 km sulla tavola Sup nel nome di Sofia

CASTIGLIONCELLO. Un'impresa ai limiti delle possibilità umane quella che l'atleta Antonio Valente compierà come atto di sensibilizzazione e solidarietà a favore “Voa Voa! Onlus - Amici di Sofia”, l’as...

CASTIGLIONCELLO. Un'impresa ai limiti delle possibilità umane quella che l'atleta Antonio Valente compierà come atto di sensibilizzazione e solidarietà a favore “Voa Voa! Onlus - Amici di Sofia”, l’associazione creata dalla famiglia di Sofia De Barros, la bambina che vive tra Firenze e Castiglioncello e che è divenuta simbolo della battaglia per la cura delle malattie neuro degenerative. La piccola è affetta da leucodistrofia metacromatica e intorno al suo caso è nato un movimento di sensibilizzazione pubblica. Molti gli sportivi, i cantanti e gli attori che negli anni hanno voluto dare il loro contributo per aiutare la onlus “Voa Voa!”.

Così ha deciso anche il campione di Sup (Standing up paddle) Antonio Valente, che con ogni probabilità domani (ma la certezza dipende dalle condizioni del mare) si cimenterà in una traversata da record, remando in piedi sulla sua tavola per 220 km, nel tratto che separa l'Isola D'Elba (partenza in zona Marina di Campo) da Olbia (arrivo a Porto San Paolo). «Una traversata non stop - si legge in una nota della onlus - con in mente un unico obiettivo oltre all'impresa sportiva: aiutare “Voa Voa!” a portare al centro del dibattito istituzionale e scientifico la condizione delle famiglie dei minori affetti da patologie rare e neuro degenerative, che ogni giorno sono costretti a combattere due diverse battaglie ugualmente logoranti, quella contro la malattia e quella contro la solitudine». «La condizione di solitudine, sperso in un mare di avversità, in equilibrio su una tavola, stretto ad un esile remo pronto a rialzarsi ad ogni onda più forte, con il solo pensiero di resistere, è una metafora calzante che accomuna l'impresa di Valente alla vita delle famiglie che affrontano una malattia rara e inguaribile diagnosticata ad un figlio», commenta Guido De Barros, papà della piccola Sofia e presidente di Voa Voa! onlus, che tra l’altro insieme al Comitato Italiano Progetto Mielina finanzia il progetto di ricerca del Meyer per la diagnosi precoce di due malattie metaboliche gravissime: adrenoleucodistrofia x-linked e leucodistrofia metacromatica.

Valente, già nel 2014 ha dato prova delle proprie capacità con l'"Iron Garda Sup day", divenendo il primo atleta a compiere la traversata del lago di Garda (54 chilometri, macinati in 11 ore di voga senza sosta). Quest'anno punta decisamente più in alto, la nuova sfida si chiama "Tirreno Sup 2015". «Prima di tutto per me è una sfida personale - dice Valente - ma non voglio disperdere l’energia che impiegherò. Ho conosciuto l’associazione Voa Voa! e ho deciso di collaborare con loro. La traversata durerà tre giorni» .