Bracconieri uccidono cervi nel parco dell’ex club Med

In una foto d’archivio i cervi all’interno del parco del Paradù

La denuncia arriva da alcuni ex dipendenti della struttura a Marina di Castagneto secondo i quali tutto è legato al fatto che la proprietà è chiusa e i malviventi possono agire liberamente

CASTAGNETO. Ancora animali uccisi dai bracconieri. Un nuovo episodio è infatti stato registrato in una proprietà privata nel comune di Castagneto Carducci. Siamo al Paradù, ex Club Med, il villaggio che tra l’altro è sotto sequestro con l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva. All’interno dell’area verde vivevano da anni almeno cinque cervi in totale tranquillità e simbiosi con l’ambiente.

Ebbene oggi questi animali non ci sono più. A scriverlo sulle pagine di facebook è Sabino Coluccino, attualmente uno degli 11 dipendenti licenziati dal resort, ma già assunto e poi licenziato dalle altre proprietà, prima il Club Med e poi il gruppo Fingen.
Coluccino, esperto conoscitore della zona, era infatti responsabile del patrimonio e viveva all’interno della proprietà, conosceva bene le specie che vi abitavano, tra cui i 5 cervi, più volte da lui stesso fotografati. «Ci siamo accorti dell’uccisione degli esemplari – ha spiegato Coluccino – perché hanno permesso il dissequestro della strada che conduce agli uffici del Paradù, per far sì che potessero svolgersi le procedure amministrative. Proprio percorrendola abbiamo notato a terra peli, sangue e tracce di trascinamento. Non c’è voluto poi molto a collegare i vari tasselli. Gli animali evidentemente sono stati trasportati per centinaia di metri, oltre la recinzione, fino al parcheggio che si trova proprio davanti all’entrata del villaggio. Hanno approfittato della chiusura, del sequestro, dell’isolamento ed hanno agito». Una sorta di maledizione quella che incombe sul villaggio, secondo Coluccino.

Come sottolinea Colluccini «il villaggio è diventato terra di nessuno, alla mercé di vandali e bracconieri appunto. Per fortuna non hanno compiuto furti all’interno delle casette». Non è certo il primo caso che si verifica in zona, dove sono diverse le denunce registrate negli ultimi anni per azioni compiute ai danni di animali all’interno di tenute e proprietà private, come si sa ricche di selvaggina, presenti nei comuni della Bassa Val di Cecina.