Stagione 2015 a rischio nei campeggi di Bibbona

Le case mobili sono al centro dei provvedimenti di rimozione

Tre mesi per eseguire il maxi sgombero al centro delle 12 ordinanze del Comune per altrettante strutture ricettive. Il quadro è di 1.600 case mobili fuorilegge.  Confesercenti Toscana è critica sui provvedimenti adottati

BIBBONA. Senza il maxi sgombero la stagione 2015 rischia di non partire. Tre i mesi per tornare in regola. È quanto si chiede a dodici dei quattrordici tra campeggi e parchi vacanza di Marina di Bibbona. Sono datate 9 dicembre le ordinanze emesse dal Comune che hanno dato forma a una sorta di maxi sgombero dalle dimensioni di 1.600 case mobili. Tutte prive di autorizzazione paesaggistica. E con queste altre strutture fisse, come verande e cucinotti, fuori regola per tipologia costruttiva e dimensione. Viceversa, l’amministrazione comunale non potrà rilasciare le autorizzazioni all’apertura delle stutture.

Una matassa ingarbugliata. Da una parte le norme poco chiare che hanno contribuito a generare il moloc a due passi dal mare e dall’altra l’effetto di ordinanze che già alla firma rischiano di restare disattese. Il termine previsto dalla normativa, quei 90 giorni, per la rimozione e il ripristino dei luoghi è difficilmente potrà essere rispettato. Da qui l’esigenza di soluzioni ponte come la presentazione di piani di riqualificazione delle strutture per garantire una tempistica che vada oltre la stagione 2015. «Ma non si può più far finta di nulla – sottolinea il sindaco Massimo Fedeli –. La vicenda va vista anche come un’opportunità per riqualificare l’offerta». Che aggiunge: «Adesso serve una presa d’atto della Regione. Ho il dovere di tutelare le imprese del mio territorio e alla Regione chiedo che si assuma le proprie responsabilità, dando risposte chiare e certe sulla materia che ha portato alle dodici ordinanze». Provvedimenti che arrivano in scia a più di un sopralluogo e agli esposti del 2011 dell’Associazione nazionale coordinamento camperisti. «Una serie di ordinanze che sono il frutto di un’attività frettolosa e che preoccupa».

Non usa mezzi termini il direttore regionale di Confesercenti Massimo Biagioni. «L’effetto è quello di indebolire e fare molto male alla rete dell’imprese extra alberghiere. Ci sono norme nazionali e regionali che consentono lo svolgimento dell’attività con queste modalità, anche se non tutti i casi sono uguali tra loro». Che aggiunge: «Come associazione intendiamo essere di aiuto agli enti locali e porre alla Regione una serie di urgenti richieste di chiarimento e se necessario di riforma del Testo unico sul turismo, ovvero la legge regionale 42 del 2000». E conclude: «Al sindaco chiediamo un confronto per mettere le imprese in condizione di poter svolgere il proprio lavoro. C’è un discorso aperto, con l’impegno a chiuderlo entro questa legislatura, per la riforma della legge 42. E con un po’ più di coraggio si poteva attendere che arrivasse a compimento».