La doccia gelata investe anche il sindaco

Scarpellini: «Mi riservo di capire quello che sta succedendo, auspico che si trovi la quadra»

CASTAGNETO CARDUCCI. «Ho appreso del provvedimento di sequestro preventivo del villaggio Paradù Resort dal comandante della polizia municipale». Non si sbilancia sul caso il sindaco di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini, ma non nasconde lo sconcerto per l’impatto della misura.

«Mi riservo di capire quello che sta succedendo e ovviamente l’amministrazione comunale e gli uffici del Comune sono a disposizione della procura della Repubblica per fornire la massima collaborazione – afferma –. Sono fiduciosa che tutto avvenga nel migliore dei modi. Si tratta di un’attività economica importante anche per il suo riflesso sul turismo locale. E poi ci sono gli aspetti occupazionali che non sono secondari». E conclude: «Sono ovviamente colpita per quanto sta accadendo e l’auspicio è che si trovi una quadra all’intera vicenda».

I venti di tempesta non sono mai mancati su quell’intervento di recupero. Un’operazione che si ritrova nel piano regolatore di Castagneto Carducci in vigore nel 1996 e riconfermata nell’adeguamento dello strumento del 2011, fatto dalla giunta dell’allora sindaco Fabio Tinti. Ed è sotto la sua giunta che l’opera ha preso corpo e forma, tanto che all’inaugurazione del complesso turistico si è arrivati all’11 giugno scorso, a pochi giorni dall’insediamento della nuova amministrazione.

A puntare il dito sul progetto è stata Sinistra per Castagneto che mettendo a confronto gli elaborati presentati dalla Medonoratico Srl nel corso del 2012 e del 2013 e quelli del piano attuativo presentato da Club Med nel 2003, ha rilevato «discrepanze sostanziali in relazione alle opere di urbanizzazione», ovvero le reti elettrica, idrica e fognaria.

A dare sostegno ai rilievi sul progetto sono state anche Legambiente, il Gruppo giuridico d’intervento con critiche al progetto per la dimensione e le soluzioni proposte dalla Medonoratico Srl in sostituzione di quelle che in origine erano capanne in paglia di circa undici metri quadrati: casette in legno. Un intervento che per la sua natura non ha previsto neppure il versamento di oneri di urbanizzazione.(m.m.)