Ex Club Med, scintille con gli ambientalisti

Nervi tesi all’incontro pubblico. MeDonoratico e il sindaco difendono il progetto Nel mirino di Milianti le case mobili: «Non si può edificare nel bosco dunale»

DONORATICO. Nervi tesi nella sala gremita per l’incontro organizzato dalla Sinistra per Castagneto sul futuro dell’ex Club Med di Donoratico e che si è svolto al centro Asl. Un uditorio variegato quello presente: cittadini, imprenditori, operai, amministratori, ambientalisti.

«Questa serata – ha esordito Paolo Francini della Sinistra per Castagneto – non vuole produrre polemica ma trasmettere informazione. Siamo favorevoli agli investimenti che rispettano l’ambiente e creano occupazione ma il confronto è fondamentale. E alcune questione dibattute da tempo sul nuovo intervento dell’ex club Med vanno discusse con i cittadini».

Al tavolo dei relatori erano presenti il sindaco Fabio Tinti, l’amministratore delegato della società che darà vita a Paradù, la MeDonoratico, Riccardo Mariotti, Estella Milianti della Consulta Ambiente, Vanni Zampini di Legambiente, Alberto Primi del Comitato per Campiglia e Simona Lecchini per il Gruppo giuridico d’intervento.

La questione. E’ da circa un anno, dal momento del passaggio della proprietà dai Fratini alla nuova società MeDonoratico, che si susseguono interventi di vario tipo a mezzo stampa e non solo, pro o contro l’intervento. A puntare il dito maggiormente sono i gruppi di ambientalisti come Legambiente e il Gruppo giuridico d’intervento con sede a Cagliari. Negli ultimi mesi infatti sono fioccate segnalazioni ed esposti non solo al Comune ma anche alla Regione, al ministero dei Beni culturali, alla forestale e alla Procura di Livorno. Si contestano principalmente i titoli abilitativi, la natura e l’utilizzo delle cosiddette “case mobili”, il sistema di fognature e approvvigionamento idrico e l’accesso al mare, confinante con l’insediamento, che prima era pubblico. Ma soprattutto non si deve costruire sulle dune a tutela ambientale.

Legambiente e Consulta per l’ambiente. «La zona d’interesse – ha detto Milianti – è molto delicata. E’ una delle parti più belle della costa livornese che conserva un sistema dunale unico. C’è da ricordare che il territorio è un patrimonio di tutti e il suo governo ci interessa da vicino. Sul bosco dunale, lo dicono i documenti e non io, l’edificabilità è limitatissima se non nulla. In più il Pit (articolo 28 comma 9) dice no ai nuovi insediamenti all’interno della zona dunale, no alla modifica dei suoli, anche precaria. Abbiamo già assistito, non a caso, al tramonto del progetto Fingen».

La proprietà MeDonoratico. Ma l’amministratore unico Riccardo Mariotti continua la crociata, sostenuto da avvocati e tecnici per cui «tutto risulta in regola». «Non c’è necessità di titoli abilitativi per la tipologia delle case in questione - ha detto Mariotti - e abbiamo l’autorizzazione paesaggistica. Non ci sono stati spostamenti di volumetrie, tutto è rimasto tale e quale alle concessione risalenti all’apertura del Club nel 1966. Le case sono temporaneamente ancorate al suolo, su pali di castagno. Possiamo spostarle in qualsiasi momento. Gli allacci sono a norma, aveva già provveduto Fingen nel 2003. Infine, la zona d’interesse è destinata da Regolamento urbanistico ad accogliere una struttura turistico-ricettiva, e così abbiamo proceduto, non ci siamo inventati niente».

L’amministrazione. «L’investimento va fatto e non a prescindere – ha chiuso il sindaco Tinti - L’amministrazione è limpida e le scelte sono concertate e garantite dai professionisti che operano in questo contesto. Per l’adeguamento del depuratore, è già in atto un potenziamento attraverso accordi con imprenditori privati che interesserà anche la zona del Paradù. Siamo anco in trattativa per configurare l’accesso pubblico al mare e la possibilità di lasciare ai cittadini l’utilizzo di una parte del vecchio parcheggio all’ingresso. Non permetto alcuna insinuazione sulla trasparenza operativa di questa amministrazione».

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