Dalle ceneri dell’ex Med nasce l’ecoresort Paradù

45 milioni d’investimento, recupero di 645 case in legno e un parcheggio esterno Pre apertura già a luglio. Il progetto illustrato da Mariotti e da Della Gherardesca

DONORATICO. E’ diventato una realtà il nuovo Club Med che annuncia una pre-apertura già il prossimo luglio. A presentare il progetto con entusiasmo l’amministratore unico Riccardo Mariotti e il promotore ufficiale dell’avventura il Conte Gaddo della Gherardesca.

«Mi sembra di tornare indietro nel tempo – ci racconta il Conte - quando più o meno dieci anni fa Mariotti si presentò a me chiedendomi consensi per la realizzazione del Cantiere Navale, da sempre proprietà della mia famiglia. Stavolta l’avventura l’affronta da solo ma avrà il mio appoggio per la comunicazione. E’ una nuova idea di eco-resort, un progetto totalmente innovativo per questa zona, proprio quello che serve per rilanciare il turismo». Sarà il Paradù recuperando il nome storico dell’ascia che i pirati, che sbarcavano nella zona, persero durante un inseguimento e che oggi connota catastalmente la località dove si trovava il fosso che utilizzavano i pirati e dove il Conte, da piccolo, pescava anguille. Un investimento importante per i tempi che corrono, 45 milioni di euro in seno alla MeDonoratico srl, 645 case in legno (recupero dell’esistente ex Club Med, né una in più né una in meno) e un parcheggio esterno alla zona di bosco-pineta che sarà coperto da un impianto fotovoltaico per 1Mw.

«Non partiamo da zero- dichiara Mariotti – ci auguriamo che si ripeta l’esperienza positiva del Canado, soprattutto in termini occupazionali visto che dà lavoro a 100 persone per 6 mesi l’anno. Per quello che è possibile cerchiamo di rimettere in moto una macchina che non funziona da troppo tempo. La prima apertura ufficiale del Club Med, allora unico nel territorio, fu nel 1966: negli anni ’60 i tukul polinesiani a Marina di Castagneto erano una grande novità e poi la formula all inclusive che oggi è all’ordine del giorno nei villaggi turistici nel mondo. Quello che vogliamo offrire noi con il recupero di tutti i servizi esistenti, piscina, campi sportivi, ristoranti etc… è un resort in mezzo ad un ambiente naturale unico rivolto ai clienti in fuga dai grandi alberghi che cercano il soggiorno all’aria aperta. Fondamentale sarà la politica dei prezzi, flessibilità assoluta e possibilità di soggiornare spendendo quanto in un campeggio. Si tratta di case in legno appoggiate sulla sabbia e riciclabili al 100%. Tra vent’anni potranno essere smaltite senza problemi.»

I tukul comunque resteranno il leitmotiv della struttura come simbolo di ogni zona del villaggio, per restare ancorati alla tradizione lanciata dall’ex e storica struttura turistica. “Questo comune – aggiunge il Conte Gaddo – si può considerare all’avanguardia per quanto riguarda gli investimenti alberghieri, il Tombolo, il Canado e oggi questo, non sono operazioni da tutte le amministrazioni pubbliche. Sinceramente mi sono stufato della criminalizzazione della ricchezza. Va bene, se uno la fa onestamente e crea possibilità di lavoro per tutti, come in questo caso, dobbiamo pur provare ad uscire dalla crisi in qualche modo?!».

Resterà per i più perplessi l’accesso pubblico al mare, lato villaggio, che è stato ampliato e reso carrabile per il passaggio dei mezzi di soccorso e da parte della stessa società. Dopo l’inaugurazione parziale dell’estate 2013 l’apertura definitiva avverrà per il 2014.

Divina Vitale