Invasione di meduse mangia pesci

A destra un’immagine delle Mnemiopsis Leidyi conosciute come “noci di mare” o “meduse mangia pesci”

Arpat: «Innocue per l'uomo, sono una minaccia per l'ecosistema marino»

 CASTIGLIONCELLO. C'è chi le vede e si allontana chiamando il bagnino, chi corre all'ombrellone per prendere il secchiello del figlio allo scopo di prelevarle dall'acqua. Si chiamano Mnemiopsis Leidyi, comunemente chiamate "meduse mangia pesci", e in questi giorni stanno invadendo le baie di Castiglioncello e dintorni suscitando interesse e preoccupazione tra i bagnanti. È un fenomeno del tutto nuovo e mai segnalato finora sulle coste del litorale di Rosignano.  Per la precisione si tratta di organismi, ctenofori tentacolati chiamati "noci di mare" dalla forma ovoidale e dalla consistenza gelatinosa, che vengono scambiati appunto per meduse: da qui la preoccupazione dei bagnanti che, vedendo queste colonie galleggiare a pelo d'acqua, non si fidano a buttarsi in mare. Ma niente paura: la Mnemiopsis non è affatto pericolosa per l'uomo, Insomma, non è urticante come le vere meduse.  È possibile, dunque, prenderla in mano o gettarsi in acqua, anche se circondati da questi organismi trasparenti e mollicci perché si tratta di esseri sprovvisti di cellule urticanti. Ma attenzione, perché in questi giorni, dopo una stagione particolarmente fortunata, sono state nuovamente segnalate le Pelagie, ossia le classiche meduse, queste sì, parecchio urticanti e fastidiose.  Proprio perché la Mnemiopsis assomiglia fedelmente ad una medusa, in questi giorni è scoppiata la caccia a questi organismi che tra venerdì, sabato e domenica scorsi sono stati avvistati in grande quantità nella zona della baia del Quercetano, nell'area di Caletta e del porto turistico Cala de' Medici, ma anche a largo delle coste di Livorno, compresa la Meloria. Retini alla mano, ragazzi e adulti si sono messi a "pescare" questa specie di micro meduse per poi gettarle sotto al sole, dove si sono disciolte visto che il loro corpo contiene acqua al 97%.  Ma se la Mnemiopsis non è pericolosa per l'uomo e dunque i bagni in mare sono salvi, la stessa cosa non la si può dire per l'ecosistema marino. Infatti, questi organismi hanno una grande capacità di ambientarsi e di adattarsi al mar Mediterraneo (sono originarie dell'Atlantico) si nutrono di zooplancton, compresi i crostacei, di uova e larve di pesci. «In tal senso - spiegano da Arpat, alla quale sono giunte segnalazioni della presenza nel mare Toscano di questi organismi - possono condizionare interi ecosistemi e ridurre drasticamente l'ittiofauna delle aree che riesce a colonizzare, naturalmente se ciò avviene in grandi quantità». Ecco perché «questa specie è da tempo sorvegliata e le sue segnalazioni sono molto importanti».  Arpat nell'ambito del suo lavoro di monitoraggio dell'ambiente marini, registra anche questi fenomeni. Le segnalazioni vengono trasmesse al professor Ferdinando Boero dell'università del salento che coordina, a livello internazionale, il progetto sulle meduse e affini nel mediterraneo. Un progetto che prevede anche una mappatura dei diversi tipi di meduse avvistate attorno alle coste.  E la costa che va da Rosignano Solvay fino a Chioma - secondo le segnalazioni che gli stessi bagnanti hanno fatto nel sito specializzato Focus.it dove è possibile trovare la mappatura degli avvistamenti meduse lungo tutte le coste italiane - risulta particolarmente piena di Mnemiopsis: qualcuno, che le ha viste nuotando a pochi metri dalla riva, ne segnala addirittura gruppi da 10 a 100 per metro quadrato.  

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