Gli stabilimenti balneari di Rosignano vogliono aprire, «ma rischia di slittare tutto a giugno»

La baia del Quercetano

I titolari dei bagni lungo la costa sono perplessi: «Il governo ipotizza il via per il 2 giugno, ma ancora non ci sono regole per la gestione delle spiagge»

ROSIGNANO. «Se il Governo ci dà il via libera noi siamo pronti a aprire anche a metà maggio. Il problema è che tutti noi stiamo aspettando di capire non solo quando sarà possibile avviare gli stabilimenti balneari, ma anche le regole che sono previste per la prossima estate». Sabina Tafi, titolare del bagno Tre Scogli a Castiglioncello riassume quelle che sono le preoccupazioni degli addetti ai lavori. Che da due mesi lavorano per sistemare gli arenili e per capire come sistemare ombrelloni e sdraio, così da poter avviare la stagione turistica nel pieno rispetto delle normative.«Il problema - sottolinea Fabio Donati, dei bagni Etruria a Castiglioncello - è che regole chiare finora non ce ne sono. Pensiamo che valgano quelle dell'estate passata, ma non è ufficiale. Intanto io ho lavorato per sistemare lo stabilimento e sarei pronto a partire anche dal primo maggio, anche se so benissimo che quei giorni saremo zona rossa».

L'incertezza sui tempi di apertura preoccupa anche Claudia Lami dei bagni Aurora lungo la Baia del Quercetano, che ricorda come a livello governativo sia emersa l'ipotesi - tutta da verificare - di dare il via libera agli stabilimenti balneari non prima del 2 giugno: «L'intenzione nostra sarebbe di aprire intorno al venti di maggio, ma ovviamente tutto dipende dalle normative che saranno chiarite. Tra l'altro ancora non sono arrivate neppure comunicazioni riguardo alle distanze fra gli ombrelloni, potrebbero addirittura essere più restrittive rispetto allo scordo anno».Stesso discorso vale per gli addetti ai lavori di Vada, che confermano come le prenotazioni stiano andando bene anche in considerazione del fatto che buona parte degli italiani, non avendo la piena libertà di andare all'estero, la prossima estate hanno scelto di trascorrerla nelle località balneari nostrane.«Noi stiamo lavorando - spiega Gianni Daddi, dello stabilimento Tahiti - per sistemare la spiaggia e le attrezzature, perché il nostro obbiettivo sarebbe quello di aprire il prima possibile. Però vogliamo la certezza di cominciare l'attività quando è consentito, evitando di dover poi richiudere. Lo facciamo anche per il personale, che vogliamo assumere e vogliamo pagare regolarmente con la certezza di poterlo far lavorare».Parla di «vuoto normativo» il titolare dello stabilimento Dune Mosse nella zona della Mazzanta, Valerio Dottori.

«Fosse per me - prosegue Dottori - aprirei a maggio, ma è chiaro che dobbiamo attendere l'emanazione di una regola ufficiale. Intanto la prossima settimana, con la zona arancione, andrò dal Demanio per capire se sarà consentito sostare sull'arenile. In caso positivo potremmo aprire il bar-ristorante, e le persone potrebbero consumare un gelato sulla spiaggia. Quanto alle regole di distanziamento tra gli ombrelloni, indicativamente ci rifacciamo a quelle della passata estate, ma è solo una ipotesi. Ecco perché serve chiarezza».Infine gli stabilimenti balneari di Cecina. Se Alberto Nencetti del bagno L'Ippocampo è perplesso (sarei contento se riuscissimo ad aprire il 2 giugno, poi è chiaro che se ci danno il via libera prima sarei ancora più contento»), il collega Stefano Paperini, titolare dello stabilimento Il Delfino aspetta con ansia la decisione del Governo.«In genere - dice - apriamo il ristorante a marzo e il bagno a maggio, quindi siamo già un mese in ritardo. L'ipotesi di poter lavorare dal 2 giugno credo non sia ufficiale, certo al più presto dovranno dirci quale sarà la nostra sorte».