La Stazione di Castiglioncello e i Bolliti regalano 30 pasti  a settimana a chi è in difficoltà

Castiglioncello. L'iniziativa del titolare del ristorante con lo storico gruppo di amici:«Portiamo i pranzi alla sede della Sorgente del villaggio»

CASTIGLIOCELLO. Sono ormai due mesi che ogni martedì riescono a garantire il pranzo a trenta persone bisognose, portando il pasto, già suddiviso in apposite vaschette monoporzione, alla sede dell’associazione La Sorgente del villaggio, che da anni si prende cura di famiglie in difficoltà.
L’idea è venuta a Stefano Martinelli, titolare del ristorante Enoteca La Stazione sulla via Aurelia a Castiglioncello e ai “Bolliti”. Un gruppo di amici storici, uniti grazie ad anni di passione per il calcio, che con l’avanzare dell’età pratica sempre meno il pallone e sempre di più la buona tavola. Già in passato La Stazione e I Bolliti hanno messo su svariate iniziative di beneficenza in favore della casa-famiglia di Castelnuovo, ma anche serate per la Fondazione Meyer e cene di beneficenza pro Amatrice. Insomma, la solidarietà è diventato un tratto distintivo di Martinelli e del suo gruppo di amici.
Nelle scorse settimane, la volontà di dare una mano concretamente a quelle persone che, anche a causa della crisi legata alla pandemia, si trovano in grosse difficoltà anche soltanto per mangiare tutti i giorni. «Il martedì – spiegano il titolare della Stazione e i Bolliti – confezioniamo trenta pasti che consegniamo a Rosignano Marittimo, nella sede dell’associazione La Sorgente del Villaggio che poi provvede a distribuirli alle persone bisognose». Un appuntamento che ormai è diventato un rituale del martedì e attraverso il quale Martinelli e gli amici hanno ritrovato anche il piacere della condivisione. «Senza nessuna ostentazione – spiega – ma con vera umiltà vorrei fare presente che lo stare insieme per le preparazione dei piatti, il portare avanti tutti insieme questa iniziativa ci fa stare bene e ci riempie di buonumore. Quello che facciamo è veramente una piccola iniziativa, niente a confronto dei volontari dell’associazione che ogni giorno si prodigano per consegnare pasti caldi e pacchi viveri in aiuto delle persone più bisognose. Volontari ai quali va tutta la nostra stima ed ammirazione».

Una cosa che riempie di orgoglio il gruppo è quella di aver coinvolto nell’iniziativa anche un diciassettenne. «Non facciamo il nome ma solo il soprannome, “Pèpo” – dice Martinelli –. Così giovane si è unito al gruppo e si è buttato a capofitto nell’iniziativa con l’entusiasmo e la vitalità tipici della sua giovane età. Il sol fatto di aver avvicinato un ragazzo così giovane ci rende soddisfatti».
Martinelli e gli amici ricordano inoltre che «il momento particolare che stiamo attraversando ha indotto molte persone in difficoltà a ricorrere agli aiuti delle associazioni, ma non dimentichiamo che anche in periodi più floridi ci sono sempre e comunque persone deboli da aiutare». E lanciano un appello alla comunità. «Nel caso qualcuno voglia partecipare attivamente anche con piccole donazioni - spiegano - diciamo che il nostro fondo cassa non si offenderebbe, anche perché abbiamo garantito all’associazione ancora diverse settimane di servizio».