"Caro babbo, ho cominciato a correre per trasmetterti la mia forza contro il Covid" 

La lettera di Natale: una figlia scrive al padre guarito dal Covid dopo due mesi d'inferno

Una figlia scrive al padre nel giorno di Natale una lettera emozionante, quando finalmente si sono potuti riabbracciare. Il padre è guarito dal Covid dopo due mesi di malattia.

"Ciao Dadi, questo è stato un anno particolare... direi così per non dire altro. Un anno difficile: il 20 di ottobre è successa una cosa particolare che ci ha messo di fronte ad un nuovo ostacolo da superare. Stavo rientrando dal lavoro, era mercoledì... non credo che dimenticherò facilmente quella sera". Così scrive Sara Bernardo, 40 anni, figlia di Pino Bernardo, storico volontario dell'Auser Cecina, ex militare della Folgore, che è guarito dal Covid dopo due lunghi mesi. Sara vive, laureata in scienze motorie, vive a Firenze dove lavora come preparatrice atletica. Il giorno di Natale ha riabbracciato il babbo e la mamma Vanna nella casa dei genitori a Cecina. festeggiando con una bottiglia di Brunello. 

La lettera di Sara continua così: "Quello che è successo dopo è stato impressionante e doloroso per entrambi. Stavolta ho temuto di perderti ed è per questo motivo che ho deciso di scriverti. Quando tu eri in ospedale, aspettavo ogni giorno il tuo messaggio, come fosse la cosa più preziosa del mondo... lavoravo, cercavo di tirare su mamma, ma nella mia mente c'era solo un pensiero; come sta il mio Dadi? Ogni giorno cercavo di mettere l'energia positiva in quello che facevo e di darti la mia energia mentre correvo. E' stato in quei giorni che ho deciso di iniziare a correre, perché correndo mi sentivo vicina a te. Mi hai insegnato che nella vita non bisogna abbatterci, bisogna reagire sempre ed avere la testa sulle spalle. Non so se tu sei fiero di me, ma io credo che non avrei potuto avere un papà migliore di te. Ti sono grata per la vita che mi hai dato, per quello che mi hai fatto diventare.  (...)

Ti sono grata per tutta la bellezza che mi hai fatto vedere nel mondo, durante i nostri viaggi. Perché mi hai permesso di fare la vita che faccio, e perché' nonostante tutto io mi sento libera e forte. Vorrei che tu sapessi che al di là di quello che la vita ci riserverà io sono forte anche grazie a te.

So che hai dedicato la tua vita agli altri, sei un altruista. Sei una bella persona ma prima di tutto sei mio padre. Ho sofferto tanto sentendoti soffrire, ma credimi, non ho mai ceduto, mai barcollato, ho tenuto la nostra famiglia e mamma in piedi, ho fatto tutto quello che sono in grado di fare, perché' tu sia sempre orgoglioso e fiero dì me... Quando sentivo che non respiravi andavo a correre e dentro dì me, io cercavo di darti il mio ossigeno, so che può sembrare una cosa stupida, ma sono convinta che un po' della mia forza ti è arrivata, perché quel giorno che  hanno detto che ti avevano messo nel padiglione di "guarigione" io ho corso come non mai prima di allora.

Non so se sono la figlia che volevi, ma tu sei il padre che avrei voluto... ero fiera di te quando eri un militare e lo sono adesso, perché so che tutta la tua vita tu l'hai dedicata agli altri, perché' fare del bene agli altri era la tua missione nella vita. Voglio solo che tu sappia questo, l'ultima cosa ma la più importante: spero di essere stata la figlia che volevi... lo TI VOGLIO UN BENE INFINITO... SEI IL MIO DADI. PER SEMPRE..."

(testo raccolto da Maria Meini)