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La Versilia resta ancora orfana del Giro d’Italia

L’ultima tappa in zona risale al 2007 con traguardo sul lungomare di Lido Ma per il 2019 si pensa ad un arrivo a Sant’Anna per i 75 anni dell’Eccidio 

VIAREGGIO. La Toscana senza Giro d’Italia. Sembra quasi uno sfregio alla patria di Gino Bartali al quale sarà reso onore, lui “Giusto tra le nazioni”, proprio in occasione dell’apertura del Giro numero 101 che partirà da Gerusalemme – senza ovest come è stato prontamente corretto sul sito ufficiale della corsa dopo la protesta del governo israeliano – il prossimo 4 maggio.

E’ la terza volta nella storia che la corsa in rosa non fa tappa nel Granducato. La prima si perde nella notte dei tempi (1930), l’altra in tempi più recenti, nel 2012 anno dell’ultima presenza della creatura di Rcs in Versilia, a Seravezza quando dalla zona del Palazzo Mediceo, location che leggenda narra aveva lasciato di stucco per la sua bellezza il direttore di corsa Mauro Vegni, partì la tappa che avrebbe portato i “girini” a Sestri Levante.

L’ultima volta di un arrivo di tappa in Versilia è datato 21 maggio 2007 quando sul traguardo di Lido di Camaiore si impose Danilo Napoletano. Un’eternità se si pensa che la nostra zona è stata sede per ventiquattro volte di arrivi di tappa (la prima a Viareggio nel 1935) e che tra il 1971 ed il 1975 è stata teatro sul viale a mare che unisce Forte dei marmi a Viareggio di epiche battaglie tra i migliori interpreti della cronometro: da campionato del mondo della specialità quello del 1973 con Felice Gimondi vittorioso su Ole Ritter (all’epoca detentore del record dell’ora) ed Eddy Merckx. Altri tempi quando riuscire a portare un evento del genere comportava meno difficoltà nel dover vincere la concorrenza di altre sedi.

Nel presente oltre che per le località italiane (da cinquanta a settanta le richieste annuali) il prodotto è diventato appetibile anche per molte località europee tanto che nel nuovo secolo il Giro ha fatto tappa in Belgio, Grecia, Francia, Olanda, Danimarca e Irlanda. Bisognerà allora rassegnarsi a vivere di ricordi guardando sbiadite fotografie in bianco e nero? Forse no perché la Versilia con la sua storia e le sue bellezze paesaggistiche può ancora attirare la corsa in rosa. Ma è evidente che per sperare di vincere una concorrenza agguerrita sarà necessario uno sforzo congiunto della politica e delle categorie economiche, sicuramente le prime a beneficiare del ritorno mediatico a livello mondiale, al netto dei soliti scontenti in servizio permanente ai quali tutto dà fastidio per poi lamentarsi che in Versilia bisogna fare qualcosa per attirare la gente.

L’impresa non è agevole ma nemmeno impossibile. E’ quello che in sintesi afferma Giovanni Fontanini per anni deus ex machina del Gran Premio ciclistico di Camaiore ed attuale rappresentante di quell’amministrazione nell’organizzazione della partenza della Tirreno-Adriatico (al via il 7 marzo 2018), confermata per i prossimi tre anni, vincendo una nutrita concorrenza di altre città. «Tecnicamente credo che sarebbe possibile tornare ad ospitare un arrivo di tappa in Versilia che rappresenterebbe l’occasione di pubblicizzare il nostro territorio. Ed è proprio nell’interesse dell’intera zona e non del proprio orticello che si dovrebbe lavorare superando le divisioni politiche. Dovrebbe essere una delle amministrazioni dei comuni versiliesi a fare da apripista coinvolgendo gli altri comuni con i quali dividere oneri ed onori».

E l’occasione di una unione di intenti
potrebbe essere sollecitata dalla ricorrenza, nel 2019, dei 75 anni dall’eccidio di Sant’ Anna di Stazzema, ricordando a tutto il mondo quel tragico evento magari con una suggestiva cronometro con partenza dal mare e arrivo al Parco Nazionale della Pace.

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