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Il Tennis Italia a un passo dalle semifinali di A1

I precedenti relativi agli ultimi anni sono confortanti: il team fortemarmino dal 2011 al 2016 è approdato tra le prime quattro in ben cinque occasioni

FORTE DEI MARMI. Quando il momento è decisivo e la posta in palio altissima, può essere utile aggrapparsi a tutto ciò che generi conforto. Il Tennis Italia domenica a Massa Lombarda si giocherà la qualificazione alle semifinali play-off della serie A1. Basterà non perdere, per raggiungerla. I precedenti, quelli recenti almeno, sono garanzia di sollievo e pure ottimismo: nelle sei edizioni del massimo campionato a squadre dal 2011 al 2016 i fortemarmini sono approdati tra le prime quattro in ben cinque occasioni, con la sola eccezione del 2014. Sei anni fa il Tennis Italia si aggiudicò il proprio girone (formato da sette squadre) con 15 punti, frutto di 5 successi ed una sola sconfitta, indolore. Quella squadra era composta da Trusendi (colonna portante di quella attuale), Marrai (oggi capitano non più giocatore), Giorgini e gli argentini Checa Calvo e Olaso. Curiosità: l’avversario in semifinale sarebbe stato il Tc Parioli di quel Filippo Volandri approdato nel circolo versiliese nel 2012, fornendo un contributo determinante per la conquista del primo, storico tricolore. E pensare che i versiliesi non si imposero nel loro girone, piazzandosi (con 12 punti, 4 vittorie e 2 ko) alle spalle dell’Ata Battisti Trento.

Medesimo epilogo nel 2013, nonostante la diversa formula del campionato, che prevedeva 5 circoli (e non più 7) per raggruppamento. Il Tennis Italia fu preceduto soltanto dal Bassano (decisivo lo scontro diretto, 4-2 in favore dei veneti), ma tanto bastò per balzare alla fase successiva. Andò male, invece, nel 2014. Nonostante l’ingaggio del tedesco Struff, il team di patron Sergio Marrai giunse dietro il Circolo Canottieri Aniene in un girone a 4 (venne introdotta la formula tuttora in vigore). Decisivi (in negativo) furono i due incroci con i capitolini: un pari e un ko, che costrinsero i versiliesi ad accontentarsi della salvezza diretta, senza comunque dover passare dai playout.

Nel 2015 la cavalcata verso il secondo tricolore sarebbe stata trionfale: raggruppamento vinto con disarmante facilità, senza lasciare neppure un punto lungo il cammino. L’innesto di Matteo Viola si sarebbe rivelato utilissimo, a potenziamento di un gruppo collaudato e già competitivo. Percorso analogo (finale a parte) anche nel 2016, con un evidente strapotere mostrato nella prima fase (sempre sei su sei) così come in semifinale,
dove l’avversario sarebbe stato il Crema di Matteo Donati, tesserato quest’anno per il circolo di Sergio Marrai. Il momento della resa dei conti si avvicina. Il Tennis Italia è abituato a disputare partite che contano. E, molto spesso, a vincerle.

Gabriele Noli

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