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Tc Italia pronto all’esordio ma con ambizioni ridotte

Le nuove regole sugli under 30 rischiano di penalizzare il team di Sergio Marrai che da quest’anno potrà schierare soltanto due “big” per ciascuna giornata

VIAREGGIO. Quando si entra in una nuova dimensione, è difficile sapere cosa ci attende. Il Tennis Italia si era piacevolmente abituato a lottare per il titolo, in due casi persino a vincerlo. Ma adesso nell’ipotetica griglia di partenza della Serie A1 a squadre non parte certo in pole position. La rivoluzione regolamentare imposta dalla Federazione ha penalizzato (e non poco) il circolo di Sergio Marrai, costretto a rimodulare organico e ambizioni per il campionato che comincerà domenica.

Da questa edizione, infatti, ogni società ha l’obbligo di schierare due giocatori under 30 con alle spalle almeno due anni di tesseramento alle spalle. E così i bei tempi in cui Matteo Marrai e Walter Trusendi scendevano in campo da numeri 3 e 4, portando in dote punti al Tennis Italia fanno ormai parte del passato.

Il primo è divenuto capitano del circolo dopo l’addio di Andrea Parenti, passato Al vicino Tennis Club Raffaelli, l’altro farà ancora parte del roster, ma potrà essere impiegato soltanto da numero 1 o 2. Non è un aspetto marginale, perché significa che tra lo stesso tennista apuano, Volandri, Lorenzi, Donati, Struff e Cervantes soltanto due saranno utilizzabili ogni domenica, a meno che Marrai (fermo a causa di un infortunio al braccio) non decida di diversificare tra singolari e doppi, eventualità comunque piuttosto inusuale.

Quanta grazia, verrebbe da esclamare. Ma smorzare i facili entusiasmi è un esercizio doveroso, più che pessimistico. Perché in parallelo alla Serie A1 si svolgeranno anche tornei Atp, Challenger e Futures, ciò significa che non tutti saranno sempre disponibili.

Aumenterà a dismisura lo spazio per i giovani, quelli che sono pronti per affrontare incontri dal peso specifico assai maggiore rispetto agli scorsi anni. Iacopo Calvani, Marco Furlanetto, Alessio Grasso, Edoardo Graziani, Manfredi Graziani e Mattia Mancini compongono il gruppo degli under il cui rendimento determinerà gli orizzonti di un Tennis Italia che, riposti nel cassetto i desideri di tricolore, punta innanzitutto a mantenere la categoria.

Perché ciò accada direttamente dovrà piazzarsi secondo nel girone 3, in caso di terzo o ultimo posto si renderebbero necessari i play-out, scenario che patron Marrai eviterebbe volentieri, confidando nelle potenzialità di un organico sì penalizzato dalle nuove regole ma ugualmente in grado di acquisire una dimensione di tranquillità in termini di posizione di classifica. Il primo posto sarebbe la credenziale d’accesso per le semifinali play-off, unica via per proseguire il cammino verso lo scudetto.

Una costante per il team fortemarmino nel recente passato, tramutata in una prospettiva sulla quale non fare troppo la bocca. Dopo Schio, il Tennis Italia affronterà il Due Ponti (circolo della
capitale) e poi il Massa Lombarda, la rivale più temibile, che non ha nascosto ambizioni di un certo spessore.

Cambiano le prospettive, non la filosofia di un circolo che si appresta a intraprendere un ciclo nuovo con l’auspicio che sia foriero di successi quanto il precedente.

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