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Mattei, gioiellino in campo (e a scuola) «Vittoria pesante»

Il baby centrocampista bianconero (diplomatosi con 100) fra i protagonisti della vittoria del Viareggio col Ghiviborgo 

VIAREGGIO. È un centrocampo fra i più giovani della serie D quello del Viareggio. Basta scorrere l’età dei componenti del reparto bianconero per rendersene conto (oltre al “vecchietto” Marinai che ha 24 anni gli altri sono Minichino, Papi e Mattei, tutti classe ’98). Fra questi anche Jonathan Mattei, bravo non solo in campo, ma anche a scuola (si è diplomato con 100 al liceo tecnologico).

Sei riuscito fino ad oggi a conciliare lo studio con il gioco del calcio e questo è senza dubbio un fatto importante.

«Lo studio credo che debba essere messo al primo posto. Lo si può però conciliare con il calcio, basta sapersi organzzarare, anche se un po' di sacrificio - inutile negarlo - va fatto».

Contro il Ghiviborgo hai giocato al posto del tuo amico Minichino ed hai fornito una prestazione superlativa.

«Stavo bene fisicamente e anche se il terreno era allenatto per la pioggia che ad un cetro punto è caduta incessantemente non ho provato fatica. Potevamo sbloccare prima il risultato, però insistendo abbiamo trovato con Vanni la rete dell'ex che ci ha permesso di andare al riposo con un meritato vantaggio».

Ti sei distinto lottando con grande determinazione in mezzo al campo e nello stesso tempo anche nella fase di ripiegamento sei stato presente. Questo è loro spirtito che ci vuole per poter centrare una salvezza...

«Siamo all'inizio del campionato e i punti conquistati a Sanremo e contro il Ghiviborgo sono determinanti proprio in chiave salvezza. Queste due sono tra le squadre attrezzate a far bene, quindi se siamo riusciti a fare bella figura è un buon segno. Guai però a montarci la testa, perché adesso che incontriamo squadre che sulla carta sono alla nostra portata, come domenica il Tavarnelle, se non scenderemo in campo con la stessa determinazione delle prime due partite potremo trovarci di fronte ad una brutta sorpresa».

L'anno scorso per la mancanza di un elemento di ruolo sei stato utilizzato spesso come terzino sinistro. A centrocampo però è dove ti trovi più a tuo agio.

«Questo è il mio ruolo, quindi così posso esprimermi meglio. Però sono a disposizione del mister e
gioco dove vuole lui. L'importante è poter dare tutti una mano. Siamo un bel gruppo unito, sia nello spogliatoio che fuori e credo che questo si veda anche in campo, perché ci aiutiamo a vicenda. Non ci sono elementi che si sentono prime donne, ed è quello che conta alla resa dei conti».

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