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Il Viareggio rialza la testa: torneremo a vincere tutto

Il tecnico della squadra bianconera di beach soccer non nasconde la delusione  ma guarda avanti: «Con idee chiare e un progetto triennale ce la faremo»

VIAREGGIO. Se proprio lo si vuole trovare, un aspetto positivo in una fase finale di stagione da dimenticare, c’è: la conquista dello scudetto da parte della Sambenedettese consentirà al Viareggio di disputare la Supercoppa nel 2018, occasione nella quale proverà a ribaltare destino ed esito di un confronto che nel medesimo trofeo e nella semifinale della Serie A, tra giovedì e sabato, ha visto sempre prevalere i marchigiani, pur di misura, identica scena già vista a giugno nell’ultimo atto di Coppa Italia. Dal triplete del 2016 all’assenza di titoli per arricchire il palmarès. Risultati di natura opposta, che hanno ribaltato gli umori di gruppo e società, senza però lederne la convinzione di ripartire il prossimo anno con più forza, vigore, voglia di riprendersi ciò che apparteneva e che adesso è divenuto roba d’altri. Ottavi di Euro Winners, finale di Coppa Italia, ko in Supercoppa e quarto posto in campionato: questi i piazzamenti – in rigoroso ordine cronologico – ottenuti dai bianconeri.

Di ragioni per motivare una stagione così avara di gratificazioni se ne possono individuare diverse. Non aver potuto contare appieno su Gabriele Gori (471 reti all-time) e Dario Ramacciotti (neocapitano della Nazionale) ha influito. I due giocatori sono sbarcati sabato sera a San Benedetto del Tronto, quando ormai la sconfitta in semifinale con la Sambenedettese si era materializzata, prendendo parte soltanto all’inutile gara di domenica per il terzo posto contro il Pisa. E ieri sono subito ripartiti alla volta di San Pietroburgo, per preparare i quarti del campionato russo che disputeranno nel week-end con la loro squadra, il City, nella quale milita anche Ozu Moreira, arrivato in Italia soltanto poche ore prima del match di Supercoppa, sempre contro i marchigiani.

«Qualcosa nella fase finale ci è mancato – ammette senza indugi il tecnico Stefano Santini – abbiamo commesso degli errori di valutazione. Per poter essere competitivi al massimo è necessario avere a disposizione i giocatori per tutta l’estate, così da allenarsi e preparare al meglio le partite decisive. Quest’anno a differenza del 2016 è stato impossibile ed i risultati sono stati la conseguenza».

Alla fine a nulla sono valsi i 19 gol di Leo Martins, il portoghese a cui spettava l'arduo compito di sostituire Gori. Non è una resa, né la fine di un ciclo quella di Santini, anche perché – nonostante le criticità sopracitate – la squadra ha saputo tener testa alla Sambenedettese ogni volta, dando vita ad incontri che hanno viaggiato sul filo di un equilibrio sottilissimo.

Santini resta al suo posto, con il fortissimo intento di lasciarsi alle spalle una stagione deludente, per ricominciare. Come? «Con idee chiare e un progetto triennale, periodo nel quale vogliamo tornare a vincere tutto. Disponiamo di un’ottima base da cui ripartire, i giocatori che sono con noi da tanto hanno acquisito ulteriore
esperienza e formeranno un blocco solido a cui verranno affiancati campioni in grado di fare la differenza, che sposeranno appieno la causa. Sappiamo già come muoverci e non ci ridurremo all’ultimo minuto per tentare di centrare i nostri obiettivi».

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