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Torner: tre mosse per lo scacco matto 

«Dobbiamo innanzitutto difendere la nostra porta, mantenere la giusta lucidità e poi reagire ad ogni loro affondo»

FORTE DEI MARMI. Meno due. Ormai il countdown per la corsa allo scudetto è quasi giunto al termine: domani sera (ore 20. 45 al PalaCastellotti di Lodi) il Forte dei Marmi potrebbe compiere l’ultimo decisivo scatto verso il tricolore. Con il vantaggio a proprio favore nella serie finale i campioni in carica guidati da capitan Enric Torner Galindo si ritrovano ad un solo passo dal quarto titolo consecutivo. Un’impresa storica sulla quale però lo stesso capitano fortemarmino – di origini catalane ma ormai in rossoblù da tre stagioni – vuole apporre quanto prima il sigillo definitivo: nello spogliatoio del Forte dei Marmi l’ipotesi di un’eventuale gara 5 (necessaria in caso di vittoria lodigiana domani era) è solo da scongiurare.

Torner, domani sera potreste alzare al cielo il quarto scudetto: quali sono le linee guida che la squadra deve seguire per chiudere subito la pratica?

«La prima cosa è essere consapevoli che sarà una partita estremamente complicata: in Supercoppa così come in campionato e in questi playoff abbiamo toccato con mano che contro il Lodi ogni minima distrazione può rivelarsi cruciale. Non dobbiamo pensare di essere già campioni e rilassarci perché siamo in vantaggio. E sarebbe altrettanto sbagliato confidare nel fatto che anche se perdiamo c’è gara 5. La mentalità giusta è che domani è per noi l’occasione di coronare questa stagione con lo scudetto: finora abbiamo fatto entrambi i compiti a casa, vincendo sulle nostre piste amiche, ora dobbiamo noi cercare di spezzare questo tabù in casa loro».

Al PalaCastellotti si prevede di sfiorare il sold out: quanto può incidere avere quasi tutto il tifo contro?

«Ci siamo abituati ormai: a Lodi così come a Viareggio e a Follonica abbiamo disputato partite decisive e siamo riusciti a vincere. Da un certo punto di vista è anche esaltante scendere in pista con lo sprone di vincere di fronte ad un pubblico caldo e ostile. E poi non saremo comunque soli: i nostri tifosi saranno lì con noi in gran numero, lotteremo puntando lo sguardo su di loro e tenteremo di dedicare a chi ha avuto il coraggio e la voglia di seguirci anche in quest’ultima trasferta il primo tricolore del Forte vinto fuori casa».

Cosa vi porterete dietro dalla vittoria in gara 3?

«Un grande insegnamento su chi è realmente il nostro avversario: nelle prime due partite, prima per colpa nostra e poi per demerito loro, non si erano visti i reali valori. In gara 3 invece si è visto il vero Lodi: una squadra in grado di approfittare del primo attimo di disattenzione per andare a segno con efficacia. Sono molto bravi in questo e gli è stato utile per riaprire martedì scorso la partita nel finale. Dovremo essere molto bravi a difendere la nostra porta domani sera, e soprattutto nel mantenere la giusta lucidità per reagire ad ogni loro affondo, senza perdere la bussola della partita».

L’anno scorso chi portava la fascia di capitano fu decisivo proprio in gara 4: quest’anno che lei è capitano proverà a replicare?

«Precisiamo una cosa: l’anno scorso lo scudetto non l’ha vinto Pedro Gil da solo e quest’anno
non lo vincerà uno solo di noi. Ovviamente la gente si ricorda quell’episodio, ma la vittoria di un titolo può essere solo frutto del lavoro collettivo. Come capitano posso solo sperare che questo gruppo e tutta la gente di Forte possa festeggiare un tricolore che si merita ampiamente».

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