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Ambrosio: io credo nell’impresa 

L’italo argentino del Lodi scende in pista condizionato da un infortunio ma dà la carica ai compagni

FORTE DEI MARMI. In questa finale scudetto è stato il giocatore che è mancato di più, anche – e soprattutto – sul tabellino dei marcatori: abituati a vederlo come bocca di fuoco di un Lodi che ha registrato in regular season il miglior attacco della serie A1, trovare Federico Ambrosio dolorante e a mezza misura proprio nel momento clou della stagione non può che essere una macchia sul grande spettacolo che sta riservando questo ennesimo scontro tra il Forte dei Marmi e la compagine lombarda. A bloccare l’italo-argentino (in gol contro i versiliesi solo martedì in gara 3) è un infortunio al ginocchio dovuto ad uno scontro subito in gara 1 di semifinale contro il Cgc Viareggio e che, dato il tour de force dei giallorossi, non sta migliorando se non in minima parte. L’attaccante lodigiano però promette di stringere i denti ed è pronto a dichiarare guerra aperta domani sera quando i rossoblù di mister Bresciani si recheranno a Lodi per tentare di chiudere la pratica scudetto una volta per tutte.

Ambrosio, un infortunio che l’ha limitata molto in questa finale: quanto è dura non poter dare il meglio non momento più importante della stagione?

«È il mio rammarico più grande, maledico ogni giorno questo ginocchio che continua a darmi molto fastidio. Nonostante questo pian piano sto cercando di sopportare il dolore e dare comunque tutto quello che posso in pista per la squadra. Non sono al 100 per cento, questo è evidente, ma in una finale così equilibrata non conta soltanto la forma fisica, anche quella mentale: e sotto questo punto di vista la voglia di vincere mia e di tutto il gruppo non è mai venuta meno».

Quanto reputa concreta la possibilità di ribaltare il risultato di questa finale, che ora vi vede in svantaggio?

«Credo che sia essenziale innanzi tutto pensare ora solo alla partita di domani sera: prima di avere la testa a gara 5 bisogna guadagnarsela con il sudore della fronte. Abbiamo una gara in casa, un’occasione da sfruttare per noi per rimettere in pari la serie. Ad espugnare il PalaForte, impresa che già abbiamo dimostrato non essere impossibile, penseremo poi».

Ci dobbiamo aspettare dunque un Lodi che assalterà all’arma bianca domani sera?

«Non saprei, sicuramente sarà un Lodi diverso da quello che si è visto nelle ultime due partite. Dovremo essere più aggressivi in fase difensiva e questo significa anche che il nostro modo di gestire l’attacco cambierà di conseguenza. Il Forte è stato bravo a sorprenderci, aggredendo con efficacia i nostri portatori di sfera, quindi proveremo ad adattarci tatticamente per rispondere a tono: d’altra parte ci giochiamo tutta una stagione in 50 minuti, dobbiamo provarle tutte a questo punto».

In questa finale sono mancati i suoi gol: la rete di martedì è il segnale che anche lei domani sera tornerà nei suoi panni di goleador?

«Quel che è certo è che voglio con tutto me stesso tornare ad essere più incisivo. Nonostante le mie condizioni farò di tutto per finire tra i marcatori, anche a costo di sputare sangue, e se non ci riuscirò vorrà dire che mi farò uomo squadre e cercherò di far segnare i miei compagni. Io continuerò a crederci fino alla fine, nel Lodi e nei miei compagni: abbiamo le capacità per portare il Forte a gara 5. E in quel caso, tutto poi potrà succedere».

In quest’ultima partita al PalaCastellotti ci si attendono gli spalti strapieni: cosa si aspetta dai suoi tifosi?

«Che continuino a dimostrarsi
vicini alla squadra come stanno facendo in queste gare. Stiamo dando il massimo tutti: chi pensa che io e altri possiamo essere più “rilassati” perché lasceremo Lodi a fine stagione non capisce niente. Finché vesto questa maglia vorrò sempre vincere per questi colori». (g.b.)

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