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Da Camaiore alla promozione in A La bella favola di Federico Tosi

A ventuno anni ha conquistato l’Olimpo della pallavolo con la maglia del Città di Castello E per lui è arrivata anche la chiamata in nazionale in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro

VIAREGGIO. Una stagione stellare per Federico Tosi, libero camaiorese in forza al Città di Castello: convocato da Berruto agli stage azzurri per Rio 2016, finalista in Coppa Italia, ottiene la promozione in serie A1 alla prima esperienza con la società umbra di pallavolo (dopo quattro anni a Santa Croce sull’Arno), con un mese di anticipo e numeri record (21 successi ed appena una sconfitta). Unico neo, se proprio vogliamo trovarlo è la Coppa Italia, disputata da favorita e ceduta ad Atripalda «una sconfitta che ci è servita a tornare in palestra ancora più determinati - spiega Tosi - per perseguire un obiettivo che ad agosto era speranza e che giornata dopo giornata è diventato realtà . Pensavamo che avremmo potuto guidare la classifica appaiati ad altre squadre ed invece dalla seconda giornata di campionato abbiamo tenuto sotto le altre».

A ventuno anni è grande la soddisfazione di Tosi: «Dobbiamo ancora realizzare quello che siamo riusciti a fare, è qualcosa fuori dal comune. C’è tanta gioia in ognuno di noi e tanta voglia di continuare su questa strada». Scendere in campo da eterna favorita ha però avuto anche i suoi contro: «La pressione di dover sempre fare bene perché sai che gli avversari vengono a giocare senza inibizioni, senza pressioni, ma essere primi ha il grande vantaggio di renderci consapevoli dei nostri mezzi e la convinzione di poter vincere contro chiunque».

Un feeling quello tra il libero biancorosso e la società umbra nato da subito: «Con la società ho un ottimo rapporto, sono competenti e professionali, ti fanno sentire tranquillo e a tuo agio, la tifoseria poi è speciale e nella partita della promozione ha ideato una grande coreografia. Raggiungere l’A1 è il massimo – dichiara Tosi - perché sei nell’olimpo del volley, non voglio nemmeno immaginare cosa sia giocare contro atleti del calibro di Jantorena (A1 Trento, ndr). Ancora non ci credo».

La buona stagione è valsa a Tosi la convocazione in azzurro: «Poter far parte del progetto, con obiettivo un’Olimpiade è un sogno. Le convocazioni mi hanno dato una motivazione in più per lavorare sodo cercando di mettere in pratica i consigli ricevuti, perché per rimanere nel giro devi migliorare sempre e farti vedere risoluto».

E a proposito di lavorare sodo, Federico ricorda sempre con il sorriso gli esordi alle Pistelli di Camaiore con l’ex società bluamaranto (ora Upc) dove quasi per caso ha iniziato il ruolo di libero esordendo a dodici anni in serie D: «Un esordio con successo che non dimenticherò mai, a quel tempo la serie D per me era il top».

Federico che in azzurro ha ritrovato Nelli, un altro giovane ex-bluamaranto ora in forza a Trento, sprona i giovani locali a crederci e non risparmiarsi perché «con il lavoro e la voglia di arrivare ci si possono togliere grandi soddisfazioni. Non sempre è il più bravo quello che arriva, ma è quello che ci crede di più. Io ho sempre voluto raggiungere la serie A1 – racconta Tosi - da quando giocavo nell’under 13 ed ancora oggi mi sento all’inizio del cammino perché quello che conta non è arrivare in alto ma rimanere nell’Olimpo e la voglia di farlo è la stessa di quando avevo 11 anni e perdevo contro le squadre femminili alle Pistelli».

Impossibile per Federico non pensare alla famiglia, per la prima volta veramente lontana: «Erano forse più emozionati di me per la promozione, stanno facendo grandi sacrifici, lasciando

fare a me e Lorenzo (il fratello palleggiatore in B1 a Conselice) quello che ci piace e non vedendoci quasi mai».

Un ringraziamento specialissimo poi è dovuto a chi «mi sostiene e aiuta ogni giorno. Non servono nomi, chi lo fa lo sa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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