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Hockey Viareggio

Cgc e hockey, una storia lunga 40 anni

Quarant'anni di hockey del Cgc Viareggio. Oggi è davvero una data "storica" per l'hockey viareggino: quarant'anni fa veniva firmato l'atto di fusione fra la Società Pattinatori Viareggini e il Centro Giovani Calciatori

Quarant'anni di hockey del Cgc Viareggio. Oggi è davvero una data "storica" per l'hockey viareggino: quarant'anni fa veniva firmato l'atto di fusione fra la Società Pattinatori Viareggini e il Centro Giovani Calciatori.
Erano le diciotto di quel martedì 10 novembre 1969 quando, presso la sede del Cgc di via Duse in Passeggiata, il "grande" allenatore Creso Bacherotti, in rappresentanza di Gianni Pendibene presidente della gloriosa società rotellistica impegnato in quei giorni all'estero, e Torquato Bresciani, l'indimenticato presidentissimo del club bianconero, posero la firma sul documento con il quale l'Spv entrava a far parte della società organizzatrice del più famoso torneo mondiale giovanile di calcio.
Si costituiva così la "sezione hockey" nel Cgc, incamerando una squadra che all'epoca militava in serie B ma che nel campionato successivo, anche grazie all'inserimento di Lirio Valenti, conquistò la promozione in serie A. Era la formazione di Bargellini, Salvadori, Zemmi, Riccardo Pardini, Musetti, Cinquini e di un giovanissimo Paolo Bandieri (il grintoso terzino era entrato nella rosa nel precedente campionato), pronta a far esordire in porta il "mitico" Franco Palagi. Era quella del Cgc una squadra destinata non solo a cementarsi nel più profondo del cuore degli appassionati di hockey ma a lasciare segni profondi nella storia e nella cultura sportiva cittadina.
Ma come è nata a Viareggio, "Terra del pattinaggio" (come la definì il mensile milanese "Hockey"), questa passione per l'hockey su pista? Per capirlo bisogna tornare indietro di almeno sessant'anni, prima della seconda guerra mondiale, quando in città l'hockey veniva praticato assieme al pattinaggio artistico; la presenza di quattro piste (Il DopoLavoro "Lucio Bazzani" in via IV novembre, il Pattinodromo accanto al Cinema Fiorentina oggi Odeon, alla Capannina e al Pino sul Tetto) favorivano l'assidua frequenza di numerosi giovani che, come riporta il "Telegrafo" del marzo '42, «tempravano sanamente i propri muscoli e si svagavano dai lavori quotidiani dello studio e del mestiere». Fra i giovani che si mettevano in luce c'era l'artigliere Salvatore Massaglia, sopranominato "Salvino", il marinaio Giuseppe Romanelli, già specializzato nella velocità su strada, il bravo portiere Enrico Gallione, il simpatico artigliere Bruno Caprili e il grande difensore Ernesto Betti. Ma a praticare l'hockey c'erano tanti altri sportivi come Federigo Gemignani, Alessandro Massaglia (che era già stato campione toscano nel '41), Giorgio Innocenti, il portiere Giacomo Lippi, Sauro Lippi, Fernando Gambassi, tutti giovani che formavano lo squadrone del "Bazzani".
Il pattinaggio parlava anche e soprattutto al femminile con le campionesse Franca Caprili, Franca Ghilarducci, Valeria Zaiotti, Zoranna e Licia Barsanti atlete della "Polisportiva Viareggio" che primeggiavano in manifestazioni organizzate, in particolare, al Pino sul Tetto.
Il 14 aprile 1947 Federigo Gemignani (futuro sindaco di Viareggio), aiutato dal professor Athos Del Magro ed Ernesto Betti, fondava la Società pattinatori viareggini, praticamente la società che ha costruito le fondamenta dell'hockey viareggino; venne eletto presidente Mario Paltrinieri. La squadra era composta dai portieri Gallione e Pensa, dai giocatori di movimento Lopez Sierra, Betti, i fratelli Alessandro e Salvatore Massaglia, Giancarlo Francesconi e Alfredo Cupisti, il popolare "Tanacca" padre di Alessandro, portiere di caratura mondiale e oggi commissario tecnico della nazionale.
Si giocava, alla fine degli anni '40 e l'inizio dei '50 con i pattini dotati di ruote di legno e con il trascorrere degli anni il testimone dell'hockey passò anche nelle mani dei fratelli Milviano e Vincenzo Lazzeri, Creso Bacherotti, Mario Sani, Augusto Barsotti, Oreste Maffei, Leandro Bruzzesi, Salvatore Pezzini, Roberto Minniti e Aldo Bargellini.
L'Spv si allenava al Pino sul Tetto soprattutto alla sera con le palline che scarseggiavano e quando qualcuno alzava leggermente il tiro e mandava la sfera tra i cespugli della pineta circostante erano davvero guai: le palline venivano cercate con la luce dei motorini e le torce elettriche. I portieri non portavano le maschere e, parando praticamente in piedi, avevano come unica protezione sul torace i vassoi della birra Peroni che, nell'impatto con la pallina, provocavano curiosi rumori e spontanei sorrisi.
A Viareggio e in Toscana, negli anni '50 e '60, l'hockey su pista registra un buon seguito di appassionati e di tesserati. Tanti i derby regionali caratterizzati anche da grande agonismo che qualche volta sfocia in veri scontri in pista e fuori (come quello del' 60 con il Mens Sana in occasione degli spareggi per la promozione in serie A; la gara fu sospesa e data persa ai viareggini che, rimasti in pista con solo tre giocatori e pur conducendo con tre reti di vantaggio, non potevano giocare con tale inferiorità numerica).
L'Spv si caratterizzava per squadra molto "agguerrita", battagliera pronta a scatenarsi se subiva un torto come in occasione delle finali di Bassano del Grappa; un avversario segnò la rete della vittoria con i pattini e l'arbitro la convalidò ugualmente. La «polveriera» Viareggio esplose e in pista scoppiò l'inferno con conseguenze ovviamente immaginabili: Augusto Barsotti venne squalificato a vita, Sani e Palumbo per un anno, la società fu sospesa da ogni attività (poi successivamente relegata a disputare il campionato di promozione).
Nel marzo 66 l'Spv trasferì la propria sede di gara alla pista della Canottieri Berchielli, poi tre anni dopo la fusione con il Cgc e proprio sotto la presidenza di Torquato Bresciani, con Creso Bacherotti grande protagonista, la lotta per l'ingresso dell'hockey al palazzetto continuò con maggior spinta.
L'hockey su pista, finalmente, esordisce al palazzetto il 20 marzo 1971 in occasione dell'amichevole Italia-Svizzera (vittoria per 13-2 degli azzurri); i numerosi appassionati presenti al palasport seguirono con emozione l'esordio in nazionale di Riccardo Pardini, attaccante del Cgc proveniente dal vivaio giovanile locale, e la premiazione di Federigo Gemignani premiato dal presidente della Federazione, come primo sindaco italiano proveniente dall'hockey a rotelle.
Da questa data l'hockey su pista continua a crescere così come la sua popolarità grazie alla nascita e allo sviluppo di altre due società viareggine: la Migliarina e l' Hockey Viareggio.
Sono trascorsi esattamente quarant'anni da quella fusione e, nel Cgc hockey, sono cresciuti tanti giocatori, diversi dei quali come gli stessi Pardini, Valenti, Alessandro Cupisti, i fratelli Mirko e Alessandro Bertolucci, Alberto Orlandi hanno saputo affermarsi come grandi campioni capaci di scrivere pagine memorabili dell'hockey italiano e non
solo quello.
Sono passati quarant'anni da quello storico accordo e non sono mancate, inevitabilmente, anche cocenti delusioni come le due finali scudetto con il Follonica dove tutti gli appassionati hanno sognato uno scudetto che sembrava a portata di mano.
Il sogno, comunque, continua.

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