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Muore a 33 anni sette anni dopo lo schianto in scooter

La scena dell'incidente di sette anni fa. Nel riquadro, Amedeo Giannelli

Amedeo Giannelli era finito in coma nel novembre del 2011 Viveva a Seravezza. I funerali verranno celebrati domani

VIAREGGIO. La sua vita si era fermata la mattina del 19 novembre del 2011 in via del Castagno, a Pietrasanta. Quell’asfalto era stata la porta girevole verso un limbo in cui era rimasto chiuso sette anni. Amedeo Giannelli è morto sabato pomeriggio nella sua casa di Ripa dove era stato allestito un mini ospedale per accudirlo e dove il padre si è preso cura di lui, giorno dopo giorno. Finito in coma dopo lo schianto, non ne era mai uscito. Quel giorno aveva 26 anni. Ne avrebbe compiuti 27 due ...

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VIAREGGIO. La sua vita si era fermata la mattina del 19 novembre del 2011 in via del Castagno, a Pietrasanta. Quell’asfalto era stata la porta girevole verso un limbo in cui era rimasto chiuso sette anni. Amedeo Giannelli è morto sabato pomeriggio nella sua casa di Ripa dove era stato allestito un mini ospedale per accudirlo e dove il padre si è preso cura di lui, giorno dopo giorno. Finito in coma dopo lo schianto, non ne era mai uscito. Quel giorno aveva 26 anni. Ne avrebbe compiuti 27 due settimane dopo, il 2 dicembre. Ora ne aveva quasi 34, anche se non li ha mai vissuti.

Viveva in via Forni a Ripa di Seravezza. Quella mattina era in sella al suo scooter, un X9 Evolution nero. Stava percorrendo via del Castagno da mare a monti, quando aveva perso il controllo della moto. Era andato a sbattere contro il guardrail, per poi finire sotto l’auto che stava arrivando, una Peugeout 206. Il colpo era stato talmente violento che il casco era volato via. L’ambulanza lo portò a sirene spiegate al pronto soccorso del Versilia e poi da lì venne trasferito d’urgenza all’ospedale Cisanello di Pisa. I medici cercarono il miracolo ma non lo trovarono. Amedeo finì in coma, nel reparto di rianimazione. Solo in seguito venne trasferito nella sua casa.

Amedeo se ne è andato dopo duemilacinquecento albe mai viste, dopo migliaia di racconti ascoltati a occhi chiusi, dopo abbracci e carezze che non poteva ricambiare, dopo temporali, neve, giornate di primavera che splendevano fuori da quella finestra da cui non si poteva affacciare, dopo lacrime che non poteva asciugare.

La speranza di rivedere i suoi occhi aprirsi era, per la sua famiglia, il miele di giorni senza calore. Gli amici gli avevano dedicato anche un gruppo su Facebook: Forza Amedeo! Il suo ultimo post (pubblico) invece è un articolo sui dispersi nell’alluvione di Matera. Nella foto del profilo è con la sua ragazza dell’epoca. Usava il suo nome vero: Amedeo Giannelli. E sotto, tra parantesi, aveva scritto «nobody’s perfect» (nessuno è perfetto). Nemmeno la vita (i funerali a cura della Croce bianca di Querceta verranno celebrati martedì 11 settembre alle 15.30 nella chiesa di Ripa).