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Addio al re della cucina vegana, era contradaiolo della Marina

Riccardo Sarti aveva avuto una bottega a Seravezza e poi aveva aperto  a Querceta il Gorilla Bianco. Era volontario di Sea Shepherd

PIETRASANTA. All’inizio, nella sua bottega in centro a Seravezza, i prodotti di origine animale stavano accanto a quelli vegani. Poi i primi incominciarono a diminuire. Un giorno disse a un cliente «Vedi quel prosciutto nel banco? È l’ultimo animale che entra qui dentro». E così fu. La sua bottega diventò completamente veg. Come il ristorante che poi decise di aprire (una volta chiusa la bottega) a Querceta: il Gorilla bianco (accanto alla Croce bianca), punto di riferimento per tutti gli am ...

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PIETRASANTA. All’inizio, nella sua bottega in centro a Seravezza, i prodotti di origine animale stavano accanto a quelli vegani. Poi i primi incominciarono a diminuire. Un giorno disse a un cliente «Vedi quel prosciutto nel banco? È l’ultimo animale che entra qui dentro». E così fu. La sua bottega diventò completamente veg. Come il ristorante che poi decise di aprire (una volta chiusa la bottega) a Querceta: il Gorilla bianco (accanto alla Croce bianca), punto di riferimento per tutti gli amanti della cucina vegana. Amava gli animali, il mondo e la vita Riccardo Sarti, commerciante e ristoratore pietrasantino. Ma almeno la vita non lo ha ricambiato del tutto. È morto sabato pomeriggio all’ospedale San Camillo. Aveva 67 anni, una moglie (Giuliana Banci) e due figli, Valentina e Nicolò.

Viveva a Montiscendi e partecipava attivamente alla vita della contrada della Marina, soprattutto in occasione della Scartocciata, la kermesse di scenette dialettali tra risate, buon testo e ironia. Quest’anno aveva portato in scena “Ognuno col su ché ma ce né di gente strana” .

Era anche volontario di Sea Shepherd, organizzazione mondiale che si occupa della salvaguardia dei mari e degli animali che lo popolano. Si era fatto in quattro per la campagna sulla salvaguardia degli oceani, mettendo a disposizione sempre il suo locale per gli eventi sul territorio. Donava poi cibo alle navi con bandiera Sea Shepherd che attraccavano nei porti della Toscana e della Liguria. «Era una persona piena di generosità, sensibilità, aveva un’anima così gentile e rara», lo ricorda una volontaria. «Quando lo conobbi – ricorda un vecchio cliente – la domenica diventò per me un giorno ancor più di festa, perché significava andare in quel piccolo negozio, dove trovavo lasagne, tortelli, polpette e tanto altro». I funerali a cura della Croce bianca verranno celebrati oggi, alle 16. 30, nella chiesa di Strettoia.