Quotidiani locali

la polemica  

L’appello dei bagnini del Forte: stop ai tuffi col mare mosso

L’associazione che forma la categoria chiede di modificare la normativa. «Negli altri Paesi con la bandiera rossa è vietato andare in acqua»

FORTE DEI MARMI. L’estate sta sfumando, ma le polemiche e le idee per il futuro lievitano, tra queste una polemica che interessa direttamente gli addetti al salvataggio: cioè i bagnini devono sempre correre in soccorso di chi si caccia nei guai consapevolmente o comunque ignorando richiami ed avvertimenti? All’estero la bandiera rossa indica il divieto assoluto di entrare in acqua e in certi Paesi i bagnini hanno anche la facoltà di denunciare o multare gli imprudenti. Avverrà anche qui da noi?

«Il bagnino – spiega Gianluca Genovali formatore della Società nazionale salvamento, uno degli enti che brevetta gli stessi bagnini – essendo un soccorritore professionale deve fare ogni tentativo di salvare una persona in acqua e in difficoltà. Tuttavia io credo che non sia giusto che questo lo si chieda semplicemente perché altri hanno ignorato le condizioni di sicurezza».

In questi giorni, continua l’esperto, «si è, infatti, aperto un dibattito interessante nella categoria, ad esempio, sull’opportunità di multare le persone che fanno il bagno con la bandiera rossa. La normativa di riferimento cioè l’ordinanza sulla sicurezza balneare, per quanto attiene il segnale della bandiera rossa comunica uno stato di pericolo generico, mentre in altri paesi della comunità europea la bandiera rossa vieta la balneazione, e qui in Italia questa modifica non ha mai trovato la necessaria determinazione. E ricordo che abbiamo 8mila chilometri di coste di cui 5mila idonei alla balneazione, dove il servizio di sorveglianza viene garantito essenzialmente da circa 35mila stabilimenti balneari. Va anche detto che le nostre ordinanze sulla sicurezza balneare sono tra le più avanzate in assoluto, ma l’istituto della sanità ricorda che comunque ci sono circa 400 persone decedute all’anno per annegamento dovuto alla scarsa abilità nel nuotare, proprio tra frequentatori di spiagge, laghi e piscine. Come dire, – prosegue Genovali – che una persona non sufficientemente esperta che entra in acqua quando le condizioni sono critiche o in una buca o in un canale di corrente che ha altissime possibilità di annegare».

Dunque occorre essere più severi? «Sì e se da una parte si deve essere esaustivi informando dove le persone abitualmente fanno il bagno con una cartellonistica che evidenzi i pericoli delle correnti e delle buche – afferma Genovali – credo che dall’altra che la bandiera rossa debba indicare anche da noi il divieto assoluto di balneazione».

«Ricordo – continua – che era già accaduto a Pisa, anni fa, quando il sindaco vietò il bagno con la bandiera rossa dopo che un extracomunitario perse la vita nel tentativo di salvare alcune persone con il mare mosso. E se il soccorritore deve sempre provare a salvare il bagnante che necessità di aiuto, questo non deve entrare in acqua quando le condizioni meteo/marine

sono pericolose. Dobbiamo quindi avere il coraggio di modificare i contesti normativi e migliorare sempre di più le tecniche di salvataggio con quello che la tecnologia ci offre per riuscire ad diminuire quella percentuale ancora alta di persone che muoiono per cause legate all’acqua».

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro