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Via alle indagini del Comune sul Serra colorato di bianco

Polizia municipale e ufficio ambiente controlleranno tutte le cave di marmo L’assessore Vené: «Anche se si trattasse di un lavaggio, non deve succedere»





È bastato un acquazzone di qualche ora per far scivolare nel tratto di fiume più conosciuto della Versilia fango e carbonato di calcio (il residuo del taglio del marmo). Così, il Serra, da ruscello d’acqua cristallina con pozze paradisiache, si è trasformato in un letto di acqua sporca, biancastra. La causa di questo sversamento ancora non si conosce. Ma l’assessorato all’ambiente di Seravezza, di concerto con la polizia municipale e la protezione civile del Comune, ha dato il via ad un’indagine su tutto quel versante. Nel mirino, prima di tutto, ci sono le cave.

I siti di marmo Trambiserra e quelli sul monte Altissimo. Non si tratta quasi sicuramente di uno sversamento di marmettola vero e proprio. Più che altro ad un lavaggio, dopo il periodo estivo di siccità, dei piazzali di cava e dei ravaneti. È nella zona di Malbacco e Riomagno che il Serra si è colorato di bianco e terra. È in quel tratto almeno che è stato girato un video da un membro del comitato Monte Costa. Anche l’assessore Dino Vené, che ha dato il via alle indagini interpellando subito il responsabile dell’ufficio ambiente, l’ingegnere Roberto Orsini, si era però subito reso conto, domenica, del fenomeno in atto. «Stavo scendendo in bicicletta da via Monte Altissimo e mi sono fermato proprio a guardare il fiume all’altezza del parcheggio della Imp Cappella. In settimana ho subito attivato gli uffici per fare un’indagine ispettiva su tutte quelle attività che insistono sul Serra. Anche se si trattasse di un lavaggio, e non di uno scarico, non deve essere giustificato e non deve succedere. Per questo ho ordinato subito di fare i controlli per capire cosa sia successo».

Non sono certo i colori del Serra in quelle ore di pioggia ad attirare turisti, anche stranieri, che hanno nel loro immaginario le acque azzurre della Desiata e del Pozzo della Madonna. Tuttavia i bagnanti della valle del Serra scendono in acqua da Malbacco fino alla curva delle Ruote. Perché tutto quel tratto custodisce pozze e cascate meravigliose e incontaminate (o quasi). «Come può, un luogo ameno – si domanda il Comitato – e incantato, ambita meta di turisti, dove le acque azzurre e cristalline del torrente Serra incontrano il verde delle Apuane e l’azzurro del cielo, trasformarsi in una pozzanghera di fango non appena cadono le prime piogge?». Anche secondo loro la causa è da attribuire alle «polveri di fango, residuo dell’escavazione del marmo, che si riversano nel torrente non appena la pioggia dilava le strade e i piazzali di

cava». L’Henraux Spa, nel sito delle Cervaiole, per evitare questo fenomeno nel Canale del Giardino, ha installato un sistema di briglie che raccolgono l’acqua piovana che poi finisce in vasche di decantazione e ne esce pulita. Chissà se lo fanno anche le altre attività. —



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