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I Nas nelle scuole per i certificati sulle vaccinazioni

I militari ieri mattina sono stati alla Centro Migliarina Motto: cercano eventuali dichiarazioni false presentate dai genitori

VIAREGGIO. Era prevedibile ed è successo. I carabinieri del Nas sono arrivati anche nelle scuole di Viareggio per controlli a campione sui certificati delle vaccinazioni presentati dai genitori. Ieri mattina i militari si sono presentati in via Puccini, nella sede dell’istituto comprensivo Centro Migliarina Motto, che riunisce la scuola media Motto e le primarie Don Sirio Politi, Pascoli e Florinda e centinaia di alunni. Altre scuole verranno visitate nei prossimi giorni. I militari verifich ...

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VIAREGGIO. Era prevedibile ed è successo. I carabinieri del Nas sono arrivati anche nelle scuole di Viareggio per controlli a campione sui certificati delle vaccinazioni presentati dai genitori. Ieri mattina i militari si sono presentati in via Puccini, nella sede dell’istituto comprensivo Centro Migliarina Motto, che riunisce la scuola media Motto e le primarie Don Sirio Politi, Pascoli e Florinda e centinaia di alunni. Altre scuole verranno visitate nei prossimi giorni. I militari verificheranno (qui come nel resto di Italia) la veridicità dei certificati presentati.

I carabinieri sono stati messi in allarme dall’autocertificazione contraffatta ed esibita su Facebook da una mamma di Brescia che insegnava poi alle altre mamme trucchi per falsificare i documenti.


I controlli sono partiti in tutto il Paese e hanno portato all’individuazione di una decina di certificati falsi. Nella provincia di Lucca si sono verificati casi in cui l’autocertificazione presentata dai genitori non combaciava con i dati contenuti nell’anagrafe vaccinale, ossia il database dell’Asl che contiene tutte le informazioni sul percorso vaccinale dei bimbi. Starà ai Nas adesso stabilire se si tratta di un errore o di una falsa dichiarazione. I trasgressori saranno segnalati all’autorità giudiziaria per «falso in atto pubblico commesso da privato», un reato trattato dall’articolo 483 del codice penale, procedibile d’ufficio e punito con la reclusione da 15 giorni a due anni.

Il dottor Alberto Tomasi, responsabile del reparto Igiene e sanità pubblica dell’Asl, cioè colui che in questo ultimo anno ha curato per la zona nord-ovest dell’azienda sanitaria la digitalizzazione dei dati vaccinali, ha fatto sapere a Il Tirreno che la stessa «la Regione sta pensando di predisporre un modulo attraverso il quale le stesse aziende sanitarie possano segnalare casi del genere». Per il momento bisognerà aspettare la risposta dei carabinieri del Nas.