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Cento pescatori in Comune: fateci ristrutturare le bilance

Sala affollata giovedì sera per l’incontro della Pro Loco con l’amministrazione Il presidente: «Troppa burocrazia spinge ad abbandonare il nostro lago»





Di richieste ne avevano due. Una facile facile. Anche realizzabile in poco tempo, volendo. Ossia: la reintroduzione dei barchini con il motore a scoppio nel lago di Massaciuccoli (adesso ci possono andare quelli con il motore elettrico o a remi). L’altra decisamente più difficile. Chiarissimo l’obiettivo, ma meno chiara la strada da percorrere per raggiungerlo: la semplificazione delle procedure per ristrutturare le bilance e i ricoveri dei barchini. «Per recuperarli bisogna passare da tantissimi enti, Comune, Parco, Soprintendenza, Autorità di bacino, e alla fine, chi vorrebbe farlo, si scoraggia e non la fa. E vengono abbandonati». Lo dice Nicola Checchi, presidente della Pro Loco di Massarosa che giovedì sera ha portato nella sala consiliare del Comune cento tra pescatori, cacciatori e cittadini per avanzare le richieste elencate sopra.

D’altronde dici lago di Massaciuccoli e pensi subito a quelle baracchine a picco sull’acqua, pensi ai pescatori, ai cacciatori, alle famiglie che trascorrono lì le domeniche pomeriggio. È dal dopoguerra che ci sono e sono circa 400. Eppure rischiano di sparire per sempre. Nessuno (o quasi) le ristruttura. Troppo complicato farlo. E così vengono abbandonate. Alcune sono così abbandonate che sembrano passate sotto un bombardamento. Il Comune ha già chiesto un incontro con gli enti che hanno competenza sul lago (si terrà il 19 settembre).

Poi

c’è il tema barche. «Quelle elettriche hanno meno autonomia e sono anche più pericolose – spiega Checchi –. Con il motore a scoppio non sono molto più inquinanti e incentiverebbero le persone a vivere il lago». E su questo dovrebbe esprimersi solo il Parco. —



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