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i dati di ispettorato e carabinieri 

Controlli e maxi-multe per il lavoro nero: a Forte dei Marmi il record di irregolarità

In un anno e mezzo scoperti 431 abusivi tra bar, ristoranti e hotel. La media aumenta quando ci sono più turisti

VIAREGGIO. Ogni mese in Versilia si scoprono 21 lavoratori al nero. Ogni mese le imprese che li hanno impiegati, e che sono state beccate dall’Ispettorato del lavoro, sono costrette a pagare migliaia di euro di multe: 377.600 euro il totale delle sanzioni versate tra 2017 e 2018 dalle imprese versiliesi. Per non parlare della sospensione dell’attività, che scatta quando il personale del tutto irregolare supera il 20% della forza lavoro complessiva, e dell’obbligo di assumerlo. Eppure la piaga del nero non si ferma. Si preferisce rischiare. Anche quando ci sono più turisti e in teoria ci sarebbero più incassi. In una parte del sistema economico versiliese passa il principio che la ricchezza in arrivo deve fermarsi all’impresa e non passare oltre. Un principio inaccettabile.

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I 431 lavoratori completamente al nero scoperti dagli ispettori del Ministero e dai carabinieri tra 2017 e 2018 – il dato è aggiornato all’altroieri – sono i “sommersi”. Quelli che ci sono, ma nessuno dovrebbe vedere. Anche se poi sono le persone che servono nei bar e nei ristoranti, che cucinano o che accolgono la clientela negli hotel. È il turismo il settore dove l’Ispettorato riscontra il maggior numero di irregolarità: in particolare nei fine settimana e nelle ore notturne. È lì che la giungla diventa più fitta. Anche se Annamaria Venezia, direttrice dell’Ispettorato del lavoro locale, ricorda: «I casi di impiego al nero da noi riscontrati sono frutto dei nostri controlli e non possono rappresentare la totalità delle imprese». Di sicuro ne rappresentano una fetta importante: quasi mille i controlli eseguiti nel territorio negli ultimi due anni. «Non sono pochi – dice la dirigente Venezia – tenuto conto che abbiamo 44 ispettori che devono coprire le due province di Lucca e Massa Carrara».


In genere la capitale del lusso è al vertice per altri motivi, decisamente migliori. Stavolta il top di Forte dei Marmi è di quelli che lasciano sconcertati: è qui che gli ispettori e i carabinieri hanno riscontrato il maggior numero assoluto di lavoratori senza contratto, ben 156. Segue Viareggio con 122 contestazioni, ma in un numero di controlli che è quattro volte superiore. Altro elemento di rilievo: le contestazioni sono state di più nel 2017. Perché c’erano più clienti. In questo caso l’equazione più lavoro uguale più benefici per tutti non ha funzionato.

L’attenzione è alta anche contro il cosiddetto lavoro grigio: quello che i sindacati, Cgil in particolare, mettono nel mirino in maniera periodica. In Versilia è in uso la pratica di stipulare un contratto a chiamata che in realtà diventa un impiego ben più stabile e continuativo. I casi di contratti fasulli riscontrati tra 2017 e 2018 sono 99. Altra pessima pratica è la violazione dell’orario di lavoro: ben 207 le contestazioni dell’Ispettorato. Ma la cosa se vogliamo più inquietante, anche se i numeri sono infinitamente più bassi, sono le violazioni riscontrate sui ragazzini e sulle donne che avrebbero i benefici della maternità. Due giovanissimi sotto i 16 anni, quindi al di sotto dell’obbligo scolastico, sono stati beccati a lavorare a Camaiore e a Pietrasanta. Mentre il mancato rispetto delle norme sulla maternità – ad esempio una donna che viene costretta a lavorare di sera anche se in periodo di allattamento – è stato riscontrato 8 volte.

 

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