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Un mercato a tutto “food”:  i privati possono farsi avanti

Un mercato a tutto “food”: i privati possono farsi avanti

Trenta giorni per presentare le manifestazioni di interesse. La parola d’ordine dell’amministrazione è innovazione

VIAREGGIO. Chi ha progetti e disponibilità economica si faccia avanti: il Comune di Viareggio, da qui ai prossimi 30 giorni, raccoglie le manifestazioni di interesse per il recupero del mercato di piazza Cavour. La formula è quella già annunciata dall’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro nel corso di questi anni. Raccolta delle manifestazione di interesse, scelta del progetto sulla base delle idee messe a punto dagli uffici del Comune, e poi bando per l’assegnazione dell’intervento. Il privato la cui idea sarà scelta in questo primo passaggio «avrà diritto di prelazione» nel passaggio del bando vero e proprio. Ma dovrà comunque vedersela con le altre offerte che arriveranno.

Al momento - hanno spiegato ieri mattina il sindaco ed il vice sindaco, ed assessore ai lavori pubblici, Valter Alberici - l’amministrazione «non ha una cifra definita per i lavori». la certezza è che la concessione del bene demaniale comunale avverrà per un massimo di 30 anni. Nell’arco di tempo che sarà fissato il privato che avrà realizzato la ristrutturazione riscuoterà gli affitti dei negozianti. Coloro che già operano al Piazzone e sono in regola con i pagamenti dovuti oggi al Comune - è stato confermato ieri - «non vedranno lesi o pregiudicati i loro diritti». Per quanto riguarda i tanti fondi sfitti (16 al momento sui 37 esistenti), invece, sarà il privato a definire i canoni di locazione.

Per quanto riguarda il futuro di chioschi e banchi (48 secondo i dati del Comune) «il progetto, ai fini della sua fattibilità, dovrà prevedere il mantenimento di non meno di 24 bancarelle su piazza Cavour e la realizzazione di 24 nuove bancarelle su un’area libera all’interno del territorio comunale». Il Regolamento urbanistico di recente adozione prevede che l’area sia una parte del parcheggio all’ex Gasometro, a pochi passi da piazza Cavour.

I pretendenti all’intervento dovranno indicare - nella manifestazione di interesse - «la tipologia di attività che intendono esercitare, le caratteristiche e le modalità di svolgimento, i servizi, i risultati attesi per quanto concerne particolarmente le ricadute degli investimenti sul piano occupazionale e sullo sviluppo locale». Nel dare l’annuncio del primo passaggio verso la riqualificazione, Del Ghingaro ha specificato: «Si sta parlando di “food”, in particolare. Nel senso di prodotti il più possibile tipici, con una identità, una tradizione. Un luogo, insomma, dove si parli viareggino, lucchese, toscano». Ma con un ingrediente che Del Ghingaro ritiene fondamentale in tutta l’operazione: «L’innovazione. Il che significa che non vogliamo una rivisitazione dei mercati che vediamo qua e là per l’Italia. Serve innovazione perché altrimenti la città stagna. Ed io questa città la cambio».

Parlando di “food” non si può dimenticare il cuore della storia del Piazzone: le pescherie. Su questo fronte, spiega Alberici, rimane il progetto del Comune: «I volumi delle pescherie potranno essere spostati su via San Martino e raddoppiati, con un edificio su due piani con una terrazza.

Nessun problema, invece, con la direttiva europea sulla concessioni (Bolkestein): «Le concessioni attuali perderanno la loro figura giuridica», sono le parole dell’assessore al bilancio, Laura Servetti.

Nè l’amministrazione ravvisa un possibile interesse della Corte dei Conti, come sempre accade quando un Ente pubblico

si “spoglia” di un introito certo a favore del privato: «Lo spread tra i costi del recupero e gli incassi dei canoni», conclude il sindaco, «è quello che mi consente di affermare che questa è un’operazione a favore della città e non da Corte dei Conti». —


 

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