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Mancano posti quasi 200 bimbi rimangono fuori da asili e materne

Liste di attesa soprattutto nei nidi. Il record è a CamaioreA Seravezza non ci sono strutture per i piccoli fino ai 3 anni





Vai a lavoro, esci da lavoro (almeno otto ore dopo). Vai a fare la spesa, poi anche alle Poste. Vai in banca, poi dal dottore. Lava, stira, riordina. Già riuscire a fare tutto questo con giornate di sole ventiquattro ore è un’impresa da eroi. Figuriamoci per chi ha figli. Soprattutto per chi ha figli ma non genitori a cui lasciarli almeno nelle sei, sette, otto, dieci ore di lavoro. No, quella non è più un’impresa da eroi. È un incubo. In Versilia (come nel resto di Italia) i servizi comunali infatti non rispondo alle reali esigenze delle famiglie. Quasi duecento piccoli, anche quest’anno, sono rimasti fuori da asili e materne.



Il problema è soprattutto nei nidi. Sono 181 i bimbi da 0 a 3 anni in lista di attesa. Il record è di Camaiore che ha tre nidi ma «una settantina», dicono dal Comune, di bimbi fuori. «Le dimensioni delle liste d’attesa per l’acceso ai nidi sono nella norma – chiarisce però il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto –. Alcuni di questi bimbi vengono assorbiti nel corso dell’anno dal nostro sistema, formato sia da nidi comunali che da accreditati, altri sono stati iscritti per l’eventualità, ma se non rientrano nelle graduatorie si rivolgono poi a privati. Avere una lista d’attesa è comunque un segnale positivo per il nostro sistema perché significa che non è sovradimensionato, anche se stiamo valutando di ampliarlo nelle Seimiglia. Pensate che all’inizio del mio primo mandato amministrativo le liste contavano circa il doppio dei bambini». Sono 60 poi i bimbi rimasti fuori a Viareggio (con nove nidi), 36 a Massarosa (che ha due nidi), e 15 a Seravezza. Quest’ultimo comune non ha un asilo nido proprio. Ha una convenzione con Pietrasanta che garantisce ai suoi residenti priorità di iscrizione all’asilo nido di Strettoia per un totale di 15 bambini (un numero che può essere elevato fino a un massimo di 20, su richiesta). A Forte dei Marmi ci sono due nidi, il Moscardino e il Madre Maria (che è stato appena riaperto) e soddisfano la domanda (il primo è al completo, il secondo quasi). «Abbiamo sempre investito nelle scuole, tanto che molte famiglie vengono anche dagli altri comuni a iscrivere i figli qui», dice l’assessore alla Scuola di Forte dei Marmi, Anna Corallo. Pietrasanta ha 4 nidi (in cui sono iscritti 144 bambini) e nessuno è rimasto fuori. «Abbiamo fatto una graduatoria straordinaria», fanno sapere dal Comune. Tutto per «dare una risposta ancora più celere a quelle famiglie i cui genitori lavorano e magari non hanno nonni o altri parenti a cui affidarli durante le ore di lavoro», commenta l’assessore Francesca Bresciani. Stazzema ha un nido solo, ma basta ampiamente. Per chi rimane fuori, quindi, non rimane altro che affidarsi alle strutture private.



In questo caso il servizio è ampiamente capillare. Le uniche liste di attesa sono a Viareggio (con 8 bimbi rimasti fuori) e a Forte dei Marmi (8 circa anche qui). Camaiore ha sei scuole (Orbicciano, Camaiore, Marignana, due a Lido di Camaiore, Capezzano Pianore)

e nessun bimbo escluso. Seravezza ne ha quattro (Basati, Marzocchino, Seravezza, Querceta) per un totale di 85 iscritti e nessuna lista di attesa. Stazzema ha tre plessi (Rousina, Levigliani e Mulina) e bastano ampiamente. A Massarosa pure le materne abbondano. Sono nove. —



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