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La nautica chiede una banchina Lenci al servizio di  tutti
fronte del porto 

La nautica chiede una banchina Lenci al servizio di tutti

È quella destinata alle barche più grandi ai lavori Tra le ipotesi anche che la gestione passi a Navigo

Sono arrivate le colonnine sulla banchina Lenci, con l’affidamento ad Enel per la corrente e l'allaccio di Gaia per l’acqua. Un impegno che il segretario dell’Autorità portuale regionale, Fabrizio Morelli, si era preso e che adesso diventa realtà per la banchina lavori sulla quale attraccano le imbarcazioni più grandi. Ma non basta, è la voce del mondo della nautica da un cantiere all’altro, che chiede un bando di concessione affinché quello spazio diventi davvero di tutti. Meglio ancora sarebbe - così si ipotizza - se la banchina Lenci potesse essere gestita da Navigo, il centro servizi diventato sempre più centrale per il porto di Viareggio nelle due edizioni del Versilia Yachting Rendez Vous che l’ha visto soggetto realizzatore della manifestazione nautica.

Da tempo si ipotizza che Navigo possa diventare soggetto gestore di approdi, anche se la forma perché ciò accada sembra essere ancora allo studio.

Rimane una certezza: il 7 settembre saranno cinque anni dall’approvazione del primo Regolamento per l’utilizzo delle banchine pubbliche destinate alle imbarcazioni ai lavori. Era il 2013 quando l’accordo tra Autorità portuale e Capitaneria portò al primo teso di questo genere per le darsene viareggine. Erano i mesi nei quali il porto era attraversato dal vento dell’inchiesta dei carabinieri di Lucca, che poi si spingerà fino al Comune prima di essere abbattuta a gamba tesa. Oggi non tutto fila secondo quel Regolamento, poi rivisto nel tempo.

È sotto gli occhi di tutti - è la confidenza autorevole raccolta dal cronista - che il prolungamento attraverso le proroghe di lavori che sembrano infiniti consente, di fatto, di ormeggiare pagando solo qualche centinaio di euro di diritti alla Autorità portuale.

«Ma soprattutto - continua l’interlocutore del Tirreno - chi controlla sicurezza e regolarità della fatturazione? Si tratta molto spesso di lavori fatturati la metà del dovuto, fatti da imprese che appaiono e scompaiono», in una sorta di sfida all’ultimo lavoro acchiappato.


Dal canto suo il comandante della Capitaneria, Giovanni Calvelli, da tempo va ripetendo di avere due obiettivi per il porto di Viareggio: «Portare i piloti e gli ormeggiatori». Ed anche questo è un fissare regole certe. —


 

 

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