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Il gusto della bellezza, il mito dei poeti: ecco come si fa ad attirare i turisti stranieri

Il gusto della bellezza, il mito dei poeti: ecco come si fa ad attirare i turisti stranieri

Il Royal è un modello di accoglienza che sa richiamare e fidelizzare tedeschi, francesi e soprattutto inglesi, mescolando tradizione e innovazione

Non è un caso che si chiami “reale” cioè Royal. Fino a tutto il dopoguerra i bardi Savoia, il duca di Bergamo, il duca di Pistoia, pantaloncini corti a coscia, ciabattine azzurrine, teste nobilmente rasate a zero, lo frequentavano per le loro escursioni sulle spiagge dorate. Poi, in inverno, i robusti bagnini esibivano a mo’ di trofeo dei candidi fazzoletti di seta con le cifre dei nobili attratti e decadenti.

Adesso il Royal, grand’albergo 4 stelle sulla passeggiata, non è più ritrovo di blasonati. È strapieno di inglesi, tedeschi, tornano i francesi, vi sono perfino famiglie di italiani qualunque. Però non batte crisi. «La stagione - dice l’elegante ed efficiente direttore Marino Patruno, pugliese e viareggino da trent’anni - è stata buona. Noi teniamo aperto per nove mesi, da marzo a novembre e la clientela è rimasta numerosa, senza flessioni. Sì, l’anno passato vi erano crisi e pericoli internazionali e i turisti disertavano il Mediterraneo. Quest’anno hanno ripreso Egitto e Tunisia, anche la Turchia, ma da noi tornano i fedeli, anche clienti da trent’anni. Il Royal è magico. Ha un’ambientazione da gran riviera come Nizza o le spiagge inglesi. Grandioso come una reggia, ha due torrette stile rinascimentale, è circondato da un ampio e ben tenuto giardino. Insomma fa soggezione. L’interno è confortevole, austero, toccato da quadrature in liberty, eppoi specchi, lampadari rilucenti, suite che si richiamano a Puccini e scalinate di prestigio. Qui la vacanza è mai sciatta.

Eppoi vi sono i ricordi, Pirandello in amore di Marta Abba che scriveva “I sei personaggi” sulle seggioline in ferro del parco mentre lei, ondina frenetica, faceva bagni e flirt al dirimpettaio bagno “La Salute”; ed ancora Pasolini e Moravia, Ungaretti e Renato Guttuso. Perché il Royal era la sede ufficiale del premio Letterario Viareggio e Leonida Repaci, ch’era amico del proprietario Francesco Bertazzoni, mecenate illuminato, lo usava anche per la serata finale, sgomitando nelle hall con Maurice Chevalier o Walter Chiari o Carmelo Bene o Pablo Neruda, il poeta sommo, tutti ben contenti di godersi Viareggio.

Il Royal è Viareggio. Fin dagli anni quand’era casa della famiglia Nelli con Ferdinando Nelli, ch’era sindaco, massone e liberale, che inventò coi Barsanti e Riccioni il turismo in riviera. Allora si fece anche una statua a Shelley, lo straordinario “Orfeo romantico” (a dirla con D’Annunzio), per richiamare soprattutto gli inglesi. E gli inglesi vengono. Informa Patruno che a giorni si festeggerà un affollatissimo e snob matrimonio di inglesi. Ma ciò che attrae sono i vantati prezzi, gli sconti, la squisita accoglienza del Royal che Patruno magnifica, gambe in spalle, andando in inverno a trovare i clienti a Londra, a Berlino, a Parigi e offrendo l’hotel di lusso come “miglior prezzo garantito” (lo declama Internet).

Vi sono, secondo Patruno, due poli di attrazione. Il primo sono le vicine Cinque terre, terre da sempre di poeti quali Shelley e Montale. Lì vanno in crociera masse sterminate di arabi, indonesiani, cinesi, e siccome non vi sono alberghi eccoli venire a Viareggio nelle 114 camere del Royal. Poi coi bus, nei giorni di pioggia, raggiungono Lucca, Pisa, Firenze, San Gimignano. Nei giorni di solleone frequentano la splendida piscina nel parco tra pini odorosi e alberoni di magnolia imbiancati di fiori. Pranzano magari in spiaggia (convenzioni con i bagni Annita, Caboto, Florida) e cenano con menù rispettabili, pesce a volontà e carni chianine. «Il nostro tesoro - aggiunge Patruno - è lo staff. Sono 70 dipendenti, quasi tutti viareggini. Lo chef è il rinomato Nicola Palmerini, maitre è Emanuele Sapienza. Il bagnino, principe della piscina, è Massimo Spada che alterna i bagni con la costruzione di carri per il Carnevale».

Chiedo a Patruno qual è il secondo polo. Dice che, secondo lui, molto dovrà il turismo all’apertura del Centro Congressi del Principino. Anche adesso, nelle serate col dj il Principino fa rivivere le notti dorate di Bernardini. Porterà turisti anche nei periodi di stasi. Ma sono gli eventi a richiamare gente? No, ma gli eventi, vedi il Pucciniano, sono un insostituibile servizio alla Versilia. Pochi vengono qui per le opere. Ma quelli che vi abitano e frequentano vogliono le opere di Puccini perché sono, come i locali (Capannina, Bussola, Twiga), una magnifica occasione, non

per fare selfie ma per vivere un’indimenticata ferie d’estate. Il soggiorno medio al Royal è di 7-9 giorni. Non è scappa e fuggi. E a settembre ricominciano le visite guidate in italiano e in inglese per far conoscere Viareggio ai clienti. —




 

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