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Burlamacco e Ondina protagonisti del manifesto dell’edizione 2019
CARNEVALE

Burlamacco e Ondina protagonisti del manifesto dell’edizione 2019

Svelata al Mercato l’opera firmata da Nicoletta Poli, la “creativa” milanese che ha collaborato con Elio Fiorucci

viareggio

«Riporterò Burlamacco e Ondina sul manifesto del Carnevale». No, non è una promessa che qualcuno ha fatto per davvero: è il proclama che un immaginario candidato al Parlamento avrebbe potuto dire ai viareggini nei mesi scorsi in tempi di campagna elettorale. Epperò non sarebbero state parole al vento: sulla locandina ufficiale che promuoverà le sfilate di febbraio e marzo tornano prepotentemente le due icone del Carnevale. Un manifesto di arte pop, come l’ha definito l’autrice stessa, la creativa milanese Nicoletta Poli.

Non è la prima volta, lo diciamo subito, che una donna firma la reclame ufficiale del Carnevale: era già accaduto più di dieci anni fa con Chiara Rapaccini, compagna del compianto regista Mario Monicelli che proprio a Viareggio era profondamente legato. E dodici mesi fa il Carnevaldarsena aveva incaricato la giovane Francesca Pasquinucci di disegnare la locandina della festa rionale per antonomasia.

Ma la scelta di affidarsi a Poli, cresciuta alla scuola di Elio Fiorucci, è in piena sintonia con la politica decisa dai vertici della Fondazione Carnevale, in primis la presidente Marialina Marcucci, per l’anno venturo: sarà un’edizione dedicata alle donne e allora anche il manifesto non poteva che tingersi di rosa. E non solo di quello, in verità: nell’opera di Poli si stagliano in primo piano i volti sorridenti di Alessandro Servetto e Rosa Mariamburgo Coppola, coloro che cambiano identità diventando Burlamacco e Ondina in occasione delle uscite ufficiali del Carnevale.

Dallo sfondo appaiono le immagini di “Papaveri rossi” e “Satisfaction”, i carri che hanno trionfato nelle rispettive categorie, mentre sulla destra un particolare della costruzione dei fratelli Cinquini – i papaveri, ben appunto – viene esaltato dall’esaltazione delle tonalità rosse e verdi.

E poi ci sono le parole chiave del Carnevale – carri, allegria, maschere, festa – sotto forma di graffiti dal sapore anni Novanta, un periodo storico tornato prepotentemente di moda con tanto di vena nostalgica, specie quando si parla di calcio. Per il secondo anno consecutivo il manifesto è stato presentato in piazza Cavour, sotto le logge dove nell’immediato dopoguerra i carristi diedero forma a maschere e mascheroni in una Viareggio tutta da ricostruire.

Un passato a cui guardare con ammirazione e da riscoprire grazie ai vecchi manifesti ufficiali esposti dalla Fondazione e dalle canzoni eseguite dalla banda ufficiale del Carnevale, “Spiaggia d’or” e “Nel regno delle fate” per omaggiare la figura di Maria Teresa Marchionni. E, forse giocando sul cognome, la presidente Marcucci ha voluto ricordare anche la figura di Sergio Marchionne, l’ex amministratore delegato della Fiat scomparso due giorni fa.

Ma l’attesa era tutta per

il manifesto ufficiale. Che, una volta srotolato, ha ricevuto un bel po’ di applausi. Non un’accoglienza trionfale, ma sicuramente più calda di quanto accadde un anno fa. Almeno – e sarà un pensiero comune a tanti carnevalari – Burlamacco e Ondina sono stati riabilitati. –



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